29/03/2009

Kisses in Rome

 

La ragazza uscì da scuola piena di speranza. Respirava profondamente l'aria fresca e primaverile di quella giornata. Fiancheggiava la stazione quando accanto le passò un ragazzo, che lei cominciò ad osservare. Ad un tratto il ragazzo arrestò la sua camminata attratto da una vetrina di libri con automobili in copertina e lei ne approfittò per guardarlo in volto. “E' proprio bello”, pensò. Ma quel ragazzo le si avvicinò chiedendole “Mi scusi per piazza di Spagna?”. Nessuno dei due sapeva cosa stava cominciando. Da lì, i due andarono a prendere un caffè e parlando di Picasso, tolleranza, destino, equilibrio ed armonia, successè qualcosa, un gioco di sguardi e le voci che si accarezzavano...

Lui le fece scegliere una cartolina. Lei indicò quella che raffigurava Piazza di Spagna al tramonto e la scritta Kisses from Rome. Dopo averla scritta, lui la ripose nel quaderno che la ragazza gli aveva prestato come appoggio, dicendole “leggila quando io sarò salito sul treno”.

I due passeggiarono nell'attesa dell'arrivo dell'Eurostar che avrebbe riportato lui a casa, lontano da lei.

In modo del tutto naturale, come se si conoscessero da una vita e non da meno di un'ora i due si presero per mano, quando il treno arrivò e lui ci salì sopra. Guardandosi di continuo, lei prese il quaderno, lesse quelle poche parole sulla cartolina e col labiale mimò “anche tu”. Il ragazzo scese dal treno e le prese le mani, stringendole e guardandola intensamente negli occhi la baciò. Due volte. Un bacio dolce dolce, labbra contro labbra. Salì di nuovo sul treno e rimase lì sugli scalini in piedi a guardarla come se nella sua vita non avesse mai visto nulla di più bello.

Una moltitudine di turisti si accalcavano con pesanti begali per salire sul treno e il ragazzo senza staccare per un solo attimo i suoi profondi occhi di bellezza orientale da quelli della giovane, li aiutava a salire, porgendo una mano alle persone più avanti con l'età. Ed entrambi ridevano, perché tutte quelle persone impedivano ai due di raccontarsi, di chiedersi, di capire che cosa stava succedendo, se quella magia fosse reale o solo un sogno così bello da poter diventare la sceneggiatura fortunata di un film di successo. Ma quando il treno fischiò per avvisare gli ultimi passeggeri di affrettarsi per salire in carozza, il bel ragazzo scese, tirò a se la ragazza, incredula di essere la protagonista di quel meraviglioso momento, e abbracciandola forte le diede un bacio così passionale e dolcemente eterno che i loro cuori impazzirono - tum tum tum - e tutto attorno a loro sparì, sprofondando nell'obliò che circonda solo gli innamorati. Salito sul treno, le porte si chiusero e i due continuarono a baciarsi attraverso i loro occhi, posandosi lui la mano sul cuore, portandosi lei le punte della dita sulle sue labbra rosa. Vide il treno allontanarsi verso l'orizzonte si voltò e cominciò a volare e a sorridere e sorridere e sorridere ancora. Finchè lui le telefonò, sospirarono insieme sorridendo ad un amore nuovo, sorto da appena un'ora e venti minuti, fin dal primo momento in cui lui le chiese: “Per Piazza di Spagna?”.

Lulù

02/01/2007

PRoPoSItI?

"...Perché la VItA è un BRiVidO che vola via
è tutt'un EquIliBRiO sopra la FoLLiA..."
Fiorella Mannoia

955388aba61d4af99d6aceb99836503a.jpg


Ed io?

Io voglio...

Vivere con l'incertezza che mi accompagna da sempre

Cadere per poi rialzarmi più forte o semmai cadere ancora

Vedere negli occhi della gente la bontà che non sa di avere

E perché no prendere ancora certe batoste

Rimproverandomi di quell'ingenuità

che in fondo è la scintilla che fa di me ciò che ami

E parlare senza riflettere

Figuraccia dopo figuraccia

Sognare in una fredda mattinata di inverno

I tuoi caldi baci proiettati come per magia sul finestrino del treno

Piangere per le ingiustizie

Sicura di poter fare qualcosa anche io

Fare a botte con l'Inquietudine

Giocare coi tuoi piedi sotto le coperte

Perdermi in mille cose da fare

Per poi ritrovarmi indifesa a chiederti aiuto

E  amare oltre il dubbio

Oltre il limite

Oltre la consapevolezza

Solo per essere parte di te

E guardarmi attraverso i tuoi occhi

e scoprire che in fondo sono ancora quella bambina

che arrossisce quando qualcuno la chiama donna!
Lulù

13/12/2006

Spogliami...

Spogliami

Della frivolezza quotidiana

Slacciando uno ad uno i miei pensieri

E abbandona le mie spalle

Lo scialle della abitudine

Scoprendo una pelle di luna

Sfila via il dovere della piacevolezza

Tiri su la sottana di paure

Bacia la mia anima nuda



E rivestimi di abiti nuovi...

La sottoveste di coraggio

Il reggipazienza e le calze di rosa dolcezza

Nessun trucco né gioielli

Cospargimi di comprensione

Fasciami di desiderio

Vestimi di poesia!


Lulù
(poesia scritta il 13/12/2006)

31/10/2006

Dissolvenza In Chiusura

Caffé bollente versi sulla mia anima
Indignato da tanto biancore
Superficiale la tua sbirciata
Non vede le cicatrici
Vecchie e nuove
Profanarsi di meraviglia
Davanti alle tue mani
Indifferenti e crudelmente affamate
Sbrani non assapori
Laceri e non risani
Graffi fino in fondo
Scaraventando superbia
Ammuffita di rancore
Dentro me
Straziando l'ultimo anelito
Di femminilità
Lasciando che antichi fantasmi
Completino la tua opera
Di cancellazione... la mia
Codardo
Non andare via
Finiscimi...
Un altro caffé?





Tua per sempre Lulù

(Poesia premiata e pubblicata il 28/10/2006)

02/10/2006

Pensieri notturni da coccolare

Starei una notte intera tra i tuoi pensieri
Solleticando ogni parola che ti accarezza

Bacerei ogni puntino sulle i
Facendo attenzione a non scivolare
Tenendomi ben stretta al pentagramma su cui scrivi incoscientemente

Soffierei su ogni tristezza per farla andar via
Spolvererei i tuoi ricordi più belli
Affinché siano sempre vivi per farti sorridere
In una fredda notte d'autunno



Infine me ne andrei a dormire

Dando la buonanotte ad ogni emozione che sopita in te
Domani sboccerà


tua per sempre Lulù

24/07/2006

Evasione




Vorrei ballare tutta la notte
illuminata da una luna esotica
davanti ad un fuoco
ed io
essere calore che divampa

Lulù  

30/04/2006

Infanzia violata, parole ed immagine

Io, bambina e fango

Ero il canto di un uccello variopinto

che risuonava tra alberi e pistole
Ero l'orgoglio di una madre con una gamba sola
punita perché colpevole di speranza
Ero per tanti la luce in un mondo buio
e affamato di pane e di sogni
Ero un fiore non ancora sbocciato
in un campo di fango e marciume
Ero sul ponte del fiume rosso
ad attendere, fiduciosa, risposte e medicine
Ero l'Innocenza in un sorriso
che hanno sporcato, razziato, annullato
Ero una bambina
Ma oggi non sono una donna...
Sono solo altro fango e marciume
da calpestare e calpestare ancora
Giusy G. (dicembre 2005)


FOTO DI SERGIO SIANO

11/03/2006

Bagno d’amore






Tu sei per me


Come il cremoso bagnoschiuma


Che tonifica, coccola, stimola


(con l'acqua della fonte eterna)


...Purifica



La tua per sempre Lulù

08/01/2006

Nuance di donna

Nulli se dicit mulier mea nubere malle
quam mihi, non si se Iuppiter ipse petat.
Dicit; sed mulier cupido quod dicit amanti
in vento et rapida scribere oportet aqua.

 Dice la mia donna di non volere donarsi a nessuno
altri che a me, la desideri Giove in persona.
Dice; ma ciò che una donna dice all'ansioso amante,
bisogna scriverlo nel vento e nell'onda fugace.
(Parole scritte nel vento, Catullo)



A te ingenuo spettatore
del rosso dei miei capelli,
della rabbia felina dei miei occhi,
delle mie labbra serrate
in un gemito di orgoglio,
della mia anima consunta...
Non fermarti a guardarmi.
Oltrepassa la siepe
fatta di carne,
e respirami.
Io sono l'aria dell'Eden.

tua per sempre Lulù


01/12/2005

E così domani...

L'undici ottobre ho postato il bando di un concorso di poesia a cui io stessa ho partecipato.
L'altro giorno mentre ero all'università la presidentessa dell'associazione culturale ha telefonato e parlato con mia madre, comunicandole che sono tra i finalisti e domani sera ci sarà la premiazione.
E così domani dopo una giornata di lezioni e corse a destra e a manca, visto che le aule scarseggiano e facciamo lezione un pò ovunque, andrò a questa premiazione.
Mi ricordo qualche anno fa, quando vinsi, preciso si tratta di una semplice targa e della poesia pubblicata in un opuscolo, ma non è il premio in sè che mi interessa, quando la soddisfazione che quello che scrivo piace non solo al mio ragazzo ma anche a qualcuno che mi conosce solo attraverso ciò che io definisco poesie, le mie poesie.
Quella volta ero impacciata, ho improvvisato un discorso, recitato malissimo la mia lirica, eppure ho avuto le parole di incoraggiamento di molte persone che non avevo mai visto prima, mi hanno stretto la mano mentre ritornavo a posto come fossi una vip, mi hanno fotografata, applaudita... a me che non piace stare al centro dell'attenzione soprattutto in un luogo formale ed elegante in cui mi sento totalmente fuori luogo.
Però quell'emozione... che dire?! Bellissima e così forte che nel prendere l'autobus per tornare al mio paese ho sbagliato e sono andata a Catania, scendendo poi alla prima fermata in un posto che non definirei molto tranquillo, io sola con mia cugina che mi aveva accompagnato. Ho dovuto chiamare perchè mi venissero a prendere... che vergogna!
E domani? Boh, vedremo...
Vi posto le due poesie, non so quale delle due sia arrivata finalista, ma voi ditemi quello che ne pensate.

Stupro

Lacrime corrono via impaurite
da occhi che hanno visto troppo
e mai guardato fino in fondo.
Urla strazianti graffiano la gola
partorite da un petto stretto da mani,
che come fili di ferro segnano infiniti
percorsi per cicatrici future
Braccia ormai fiacche non oppongono
un'inutile resistenza al destino
scribacchiato da diavoli
in cravatta ed eseguito
da angeli vendicatori.
Pensieri e infantili perché
fracassano una mente
già martoriata da risposte
ingiuste, taciute, subite
sopraffatte dalla paura
abbrancante di un figlio
bastardo
che reclama il diritto
alla vita ad una vita
senza diritti.



Io, bambina e fango

Ero il canto di un uccello variopinto

che risuonava tra alberi e pistole
Ero l'orgoglio di una madre con una gamba sola
punita perché colpevole di speranza
Ero per tanti la luce in un mondo buio
e affamato di pane e di sogni
Ero un fiore non ancora sbocciato
in un campo di fango e marciume
Ero sul ponte del fiume rosso
ad attendere, fiduciosa, risposte e medicine
Ero l'Innocenza in un sorriso
che hanno sporcato, razziato, annullato
Ero una bambina
Ma oggi non sono una donna...
Sono solo altro fango e marciume
da calpestare e calpestare ancora


tua per sempre Lulù

25/11/2005

Ti sto solo pensando...

"Il tuo viso esprime tutto l'amore nel mondo.
Il chiaro di luna scorre attraverso il tuo viso pieno di terrena bellezza e dolore.
Ora la Morte tende le sue mani e si crea un legame tra le migliai di generazioni
che sono morte e le migliaia che ancora verranno."
Edward Munch



Cari amici non sono triste, nè sto elogiando la Morte, sto soltanto pensando ad una persona, sarà stata la canzone che ascoltavo, la sua foto nella mia camera, il suo ricordo debole e forte allo stesso tempo...
A lui molto tempo fa avevo dedicato questa poesia...

La tua libertà mi rende prigioniera di un eterno dolore

Sola,
seduta davanti alla tua immagine,
naufrago in pensieri scuri.
Lacerata,
da folle disperazione
grido col mio silenzio.
Trascinata
dai tuoi occhi ubriachi di stanchezza
mi perdo
sulle tue labbra desiderose d'affetto,
labbra
che hanno troppo invocato
quella libertà
che è troppo presto venuta
a prenderti,
lasciandomi sola,
privandomi della libertà di amarti
e condannandomi ad un dolore eterno

tua per sempre Lulù

24/11/2005

Libero

Questa è una mia vecchia poesia pubblicata quando avevo 17 anni da un'associazione culturale del mio paesello...

Libero

Apri le mani al cielo
Ruba stelle per me
E parla alla luna
Non sarai giudicato
Non sarai un ladro impunito
Non sarai chiamato pazzo...
Ma sarai semplicemente
libero




tua per sempre Lulù

08/11/2005

Volare... su un treno.



Walkman nel tascone dei jeans a zampa, t-shirt rosa, due acchiappasogni per orecchini, uno zainetto ricoperto di scritte ed i suoi pensieri chissà dove! Eccola arrivare, Lulù è il suo nick che ormai utilizza anche fuori dalla scatola magica come fosse il suo vero nome, conosciuto da pochi o forse da nessuno di quei ragazzi e ragazze che la osservano, la scrutano, cercando di intercettare quei profondi occhi marroni per potervi leggere i misteri e le fantasie di quel cuore naif che fanno di Lulù la ragazza con la testa sempre per aria.
Come ogni giorno, eccola alla stazione del Borgo e alle 16:42 seduta sul treno per tornare a casa. Si guarda in giro. Di fronte a lei c'è seduto un uomo sulla quarantina con una piccola borsa-frigo in mano da cui si intravede un contenitore per cibi di sicuro vuoto, probabilmente è un operaio che ha finito di lavorare. Sui sedili alla sua sinistra dei giovani turisti programmano escursioni in montagna, nottate in discoteca e week-end in spiaggia. In fondo un signore con una vecchia ventiquattrore è visibilmente annoiato dalle chiacchiere musicali di due ragazzini vestiti come due rapper americani che gesticolano ad ogni parola. Due fidanzatini non fanno altro che scambiarsi bacetti alternandoli con parole d'amore sussurrate all'orecchio, infischiandosene dei mille crucci che sembrano assalire degli studenti universitari seduti vicino a loro. Una mamma fa da paciere tra i suoi due figli che litigano per un giocattolo, sperando per loro che da grandi non si vestano come quei due che stanno a discutere su un certo Eminem, che non flirtino come quei due incoscienti...

Lulù adora fantasticare sulle persone che la circondano o che semplicemente per caso incrociano la sua vita, diventando inconsapevolmente protagonisti delle sue storie, dei suoi viaggi, dei suoi ricordi, dei suoi sogni, dei suoi giorni.
"I can fly..." canticchia ascoltando la sua canzone preferita. Chiude gli occhi e l'aria fresca dal finestrino aperto si riversa sul suo viso, ridisegnandone invisibilmente i contorni illuminati a tratti da un sole capriccioso che con le nuvole sembra giocare a nascondino. Sta sognando. Infinite distese di tulipani, gialli, arancione, rosa, rossi, bianchi si dischiudono davanti ai suoi occhi, al ritmo di una romantica melodia pop. I mulini a vento sembrano delle casalinghe che al mattino battono fuori i tappeti, ma non c'è polvere nell'aria solo profumi inebrianti. E lei? Lei è in quei prati, parte integrante di quei colori. Sogna l'Olanda, sogna mille paesi stranieri da visitare e vedere con quei suoi occhi, che al solo pensiero di avventurosi viaggi diventano grandi di avidità come quelli di un bimbo goloso davanti ad una pasticceria.
E intanto siamo già a Cibali. Qualcuno che scende, disperdendosi immediatamente nelle strade, chi a destra e chi a manca. Qualcuno che sale. "È libero?" le chiede una voce indicandole il posto alla sua destra. Lei risponde "si" alzando il suo viso. È un incontro di sguardi, un'intesa perfetta, un armonia nuova e dolce e rock allo stesso tempo. Un tam-tam di cuori. È un ragazzo, un suo coetaneo, con un vecchio Invicta che sulla tasca davanti porta la scritta "The Doors". "Che cosa ascolti?" le chiede, "mp3 scaricati da internet" risponde lei, ma essendosi accorta che quel bel tipo non sembra accontentarsi della sua risposta gli passa direttamente la cuffia. In quel momento inizia un motivetto dance, e lui comincia a sorridere e a punzecchiarla "e questa la chiami musica?". Lulù è leggermente seccata da quel suo tono da spaccone, è si un bellissimo ragazzo ma chi si crede di essere? Sta per riprendersi la cuffia quando lui tira fuori un CD dallo zaino, "metti questo, è tutta un'altra cosa". Ecco che parte il CD, "I can fly..." inizia a suonare la prima canzone, Lulù non crede alle sue orecchie e comincia col pensare che il destino le stia giocando uno scherzo davvero interessante, riuscendo soltanto a dire "é la mia canzone preferita!". Così ascoltando lo stesso CD, condividendo le stesse cuffie, i due si mettono a chiacchierare mentre i loro cuori cominciano a volare su quella carrozza, su quei binari perfettamente paralleli eppure ricchi di incontri...

Sono seduti l'uno di fronte all'altro adesso, ma non si guardano più. Lulù ha lo sguardo perso nell'orizzonte, la sua fermata è vicina ma non vorrebbe che quella storia finisse prima di iniziare. Lui, Francesco, fissa i suoi anfibi (la gente li osserva come al cinema, pronta per la scena finale), prende le mani di lei e quell'affascinante sguardo da cerbiatto si posa ancora su di lui. "Mi dai il tuo numero?", gli risponde di si mentre il sole le illumina il viso, facendo di Lulù una stella, lo bacia sulla guancia, fa per restituirgli il CD ma lui "Tienilo tu, così ascolterai della buona musica". Scende e ferma in piedi fissa la littorina che riprende il suo volo, portandosi un pezzo del suo cuore. Ma è felice quando lui si sporge dal finestrino per salutarla, ha ancora in mano il pezzetto di carta con il suo numero. Sorride mentre si salutano... Piange quando il vento dispettoso ruba quel pezzetto di carta dalle mani di Francesco che comincia ad urlare "fermate il treno, fermate il treno!"

Questo è il mio secondo racconto, ma il primo (e chissà forse l'unico) ad essere stato pubblicato e che potete trovare nella seguenta raccolta:
 


Vi spiego...

Tra novembre 2003 e giugno 2004 in 14 città italiane si sono tenuti dei concorsi letterari per scrittori inediti a cui hanno partecipato utenti dei trasporti pubblici e non. I concorsi sono stati organizzati da 21 aziende di trasporto pubblico locale nelle rispettive città col coordinamento dell'associazione nazionale dei trasporti pubblici locali, ASSTRA. Il libro raccoglie i racconti scritti da persone sconosciute, autori non professionisti che usano i trasporti pubblici e che amano scrivere, e quattro racconti brevi scritti appositamente per questo libro da Alessandro Bergonzoni, Mauro Covacich, Roberto Gervaso e Pamela Villoresi.

Spero vi piaccia...

Vi mostro la littorina che ancora oggi prendo per andare a lezione o a trovare il mio amore in città... ferma alla stazione del mio paese.




E concludo postandovi la nostalgica canzone di Franco Battiato che ha reso immortale "a litturina da ciccum-etnea":

*Stranizza d'amuri*

'Ndo vadduni da Scammacca
i carritteri ogni tantu
lassaunu i loru bisogni
e i muscuni ciabbulaunu supra
jeumu a caccia di lucettuli...
'a litturina da ciccum-etnea
i saggi ginnici 'u Nabuccu
'a scola sta finennu.
Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi 'nda lI'ossa
'ccu tuttu ca fora c'è 'a guerra
mi sentu stranizza d'amuri... I'amuri
e quannu t'ancontru 'nda strata
mi veni 'na scossa 'ndo cori
'ccu tuttu ca fora si mori
na' mori stranizza d'amuri... I'amuri.


tua per sempre Lulù

22/10/2005

Alla metà più bella della mia anima...


Perduta, vago per selve oscure, inseguendo piccole lucciole. Intorno a me insidie e mistero. Spaventata ed eccitata proseguo, decisa a non voltarmi indietro e cammino... un passo, due passi, tre passi....
Della mia sete di calore ne faccio un mantello e lo indosso sulla mia pelle nuda e fredda. Stordita da tanto fascino notturno mi abbandono all'ebbrezza del canto dell'allodola e sorrido ad un lupo. Timidamente la luna mi permette di specchiarmi nella sua pienezza, ed arrossisce quando la bacio per ringraziarla, "oh luna tu che ne hai viste di cose, diventi rossa alla gentilezza di una ragazza?".
Riprendo il mio cammino col sorriso sulle labbra che tingo di carminio mangiando delle more selvatiche dal gusto e dal colore seducenti, come una lunga notte d'amore tanto sognata... Sorrido a me stessa, alle foglie mosse dal venticello della notte, ai bisbigli dei folletti, ai sogni di un bambino che però... piange!
Mi sforzo di capire da dove provengano quei gemiti delicati ma che ben nascondono dei timidi vorrei, degli arrabbiati perché...
Povero piccolo sento la tua sofferenza, mi graffia l'anima, scorticando la mia lucidità...
Non riesco a trovarti. Oh pur di donarti un sorriso mi getterei tra le braccia della disperazione, a lei donandomi in cambio della tua felicità...
E quel pozzo? Non l'avevo notato prima. Ma cosa succede? Le mie gambe si muovono da sole, non riesco a fermarle. E più mi avvicino al buco nero più mi sento appagata e lacerata.
Una strana paura s'impossessa di me, non è paura di cadere ma di vedere cosa si cela in quella profondità. E se non potessi far nulla? E se quel bambino io non riuscissi a portarlo in superficie? Perché lo sento è lì, non chiede aiuto ma da solo non ne uscirà mai. Potrei annegare con lui... Rischio. Rischio. Rischio... La mia vita in cambio di... un tuo sorriso. E cado giù.
L'emozione mi stordisce e...
Al mio risveglio su una zattera fatta di miraggi mi ritrovo accanto ad un uomo che mi osserva estasiato come fossi l'eterea ninfa dei boschi di cui ha sentito parlare solo in fiabe e leggende. Teneramente mi copre con un manto e asciuga una lacrima che sta per bagnare il mio viso.
Eri tu il bimbo, che piangevi e che hai finito per consolare me. Tu che mi ami incondizionatamente, meravigliosamente, infinitamente... Tu che sorridi a me, alle mie paure, ai miei ghiribizzi da sognatrice, al mio cuore naif... Tu, con quegli occhi... delle selve oscure in cui mi perdo giorno dopo giorno, inseguendo ancora piccole lucciole, come quel primo giorno!


A colui che mi ha salvato da me stessa, medicato le mie ferite e... pizzicato il sedere al nostro primo appuntamento...
Al mio Amore, al mio Max...
A te, permaloso di un fidanzato che non sei altro!

Tua per sempre e oltre, Lulù




19/10/2005

Stordita e sognante...

Sulle note di...  "Cold & Intimate"  di Nitin Sawhney

You see me walk
You see me fall
You touch the tears upon my face
I taste your words
I smell you fear
I feel your bitter sweet embrace
Nothing mentioned, nothing gained
You're here and then your gone
Your complications keep me sane
We're cold and intimate
I watch the news
I hear your words
I smell the lies beneath your smile
You hesitate, you deviate
From pictures filled with silence
Nothing mentioned, nothing gained
We're here and then we're gone
A simple world appears insane
But we're cold and intimate
We search within
We search without
We touch the corners of our minds
We play our lives
Deceive our friends
We taste the fruit of our own lies
Pointless ventures
Endless games
We were never here at all
Nothing in this world could change
Are we cold and intimate





Intimidatorio, provocante, spregiudicato...

il tuo sguardo si avvicina,
sussurra alla mia debole volontà...

Come una bestiola narcotizzata,
sento tutto quel che dici,
ma inerme giaccio sui tuoi desideri.

E non sono più mia...

Quella profondità corvina
mi risucchia in un vortice
di ebbrezza...
Mi scaraventa all'inferno...
Ed io voglio bruciare!
tua per sempre Lulù

13/10/2005

Wave of love

Lungomare

Quanti chilometri
di emozioni accelerate
ripide cime di luna park
sciami di reduci
da una guerra quotidiana
sterile
crisi lasciate a metà
e m'illudo di te
dei tuoi occhi di cielo
impossibili!
Qui
noi resteremo
qui
ci scopriremo
qui
e non avremo mai
bisogno di capire
ci basteremo
e mentre assente
mi accarezzi l'Anima
mi perdo in questo
lungomare!
Quanti miracoli
d'illusioni tropicali
erotici morsi di Algida
carte di debito
per un pieno di colore
a perdere
giorni che sfumano già
e mi faccio di te
dei tuoi fianchi di sabbia
instancabili!
Qui
noi resteremo
qui
ci salveremo
qui
e non avremo mai
paura di cambiare
ci sposeremo
e mentre assente
mi nascondi l'Anima
mi perdo in questo
lungomare!
Dentro un'alba metallica
che indifferente ci sporca di blu!
Lingua di cenere
che hai comprato la mia spiaggia libera
vorrei averti ancora
qui
un'altra vita
qui
per non morire
qui
e non svegliarmi mai
in queste lacrime di sale
che non conosci
e mentre assente
ti rivesti l'Anima
mi perdo in questo lungomare.
(Marco Masini)



Piovigginava,
nuvole nere sembravano divorare il cielo,
le onde con forza si infrangevano sugli scogli...

Io e te,

sul lungomare
ad osservare due pescatori,
un gabbiano,
una nave in lontananza...

Io e te,

stretti in un abbraccio,
scaldati da un bacio...

E davanti a noi l'infinito.



tua per sempre Lulù


28/09/2005

Docilità io scendo qui! Rabbia, eccomi!


"Dove i denti della follia saltano,
danzano e cantano..."
James O'Barr





"...quel che dici può far male
perchè mai io dovrei fingere
di essere fragile come tu mi vuoi
vuoi nasconderti in silenzi
mille volte già concessi..."
Mentre tutto scorre - Negramaro



****


Io...

Con le mie parole
Ti ho amato
Ma tu non te ne sei nemmeno accorto

Con i miei dubbi
Ti ho dischiuso lentamente
La porta della mia anima
Ma tu sei entrato di colpo
Svegliando tutte le mie paure

E ti sei cibato del mio equilibrio
Lasciandomi a pezzi

Con le mie lacrime
Ti ho giudicato

Con la mia stupida docilità
Ti ho perdonato

Adesso con tutta me stessa
Ti cancello!



****


Non sono più il tuo splendore
Sono solo l'immagine riflessa della tua rabbia!



tua per sempre Lulù










Buonanotte Amor Mio


L'odore di rugiada nell'aria, "Passerotto" nelle mie orecchie e tu nella mia mente...
 





Vorrei...
 
poterti cullare coi miei baci 
canticchiarti una vecchia ninna nanna
parlarti fissando quei tuoi occhi immensi
accarezzarti l'animo inquieto
dirti....
ti amo, forse.


tua x sempre Lulù






26/09/2005

Ma perchè non posso essere solo mia?



Ogni Mio Istante

Sei
come vorrei
che fossi io
amore mio
senza paure
fai
sempre di me
quello che vuoi
a modo mio
senza rancore
se cado giù
sei mia
risalgo e tu
sei mia
lascia che sia
come vorrei
ogni mio istante
sei
come vorrei
che fossi io
amore mio
senza paure
fai
sempre di me
quello che vuoi
a modo mio
senza rancore
voglio di più
e sei mia
non chiedo di più
e sei ancora mia
ma lascia che sia
come vorrei
ogni mio istante
ogni mio istante
ogni mio istante
sai
come vorrei
che fossi io
amore mio
a dirti addio...
(Negramaro)




A rallentatore la tua bocca si muove
"Ti voglio mia"
dice.


Io sono tua,
ho bisogno di sentirmi tua...


Nei tuoi occhi che mi bramano
Nelle tue parole che mi ingannano
Nei tuoi respiri che mi bruciano


In ogni tuo gesto...



tua per sempre Lulù



21/09/2005

DEFORMAZIONE BLOGGER







Vagabondando tra labirinti virtuali, anche io, sprovveduta Alice,
inseguo un coniglio bianco dal nome a me sconosciuto.
Intravedo possibili sentieri e mi affretto a raggiungerli.
E presto si spalancano a me le porte di un paradiso semiterreno,
dove gli angeli peccano di presunzione, i demoni chiedono scusa
e gli uomini odiano e amano come non mai.
Stregata da un simile luogo, vengo risucchiata da un vortice
di emozioni pure come un bambino appena nato
e taglienti come i vetri infranti del sogno d'amore di un adolescente ferito.
Mi ritrovo a nuotare in un oceano fatto di desideri,
sotto un cielo costellato di "vorrei"
e illuminato da una luna pudica e lussuriosa allo stesso tempo.
Giunta su un'isola di poesie, mi incammino sulla via che porta a casa.
Incontro un saggio e lo tempesto di domande e perché,
ma lui tace, mi sorride e con la mano mi indica di proseguire.
Sulla via noto delle casupole con le finestre spalancate,
un odore dolciastro mi spinge a sbirciarvi dentro e come
un bambino alla ricerca della marmellata leggo negli animi di esordienti narratori.
Mi abbandono alle loro parole come un gatto alle fusa del suo padroncino,
giocando con gomitoli fatti di pensieri.
Sorrido e piango.
Asciugo lacrime non mie con carezze leggere.
Incito a battaglie dovute.
Faccio compagnia alla solitudine...
fino a quando mi addormento tra le braccia di un omone chiamato Amore,
sulle note di una ninnananna chiamata Vita.
Al mio risveglio ricorderò i vostri volti
e li scolpirò nella roccia dell'Amicizia!







(Da un'ennesimo trip virtuale, è tutto)


tua per sempre Lulù