12/01/2006

La Donna: Anais

"Io ho l'amore degli egoisti perché mi inserisco nei progetti delle loro creazioni...
non pretendo che l'uomo rinunci al suo lavoro per me: entro nell'opera, la nutro, la sostengo... E loro fanno morire di fame la donna che è in me".
Anais Nin



Anais Nin è molto conosciuta come scrittrice di letteratura erotica, ma pochi sanno che fu soprattutto una grande esploratrice dell'animo umano e che per qualche tempo praticò anche la professione di psicoanalista, dopo aver fatto la modella, la danzatrice, la scrittrice, la conferenziera. Nata a Neully, nelle vicinanze di Parigi, il 21 Febbraio 1903, Anaïs Nin era figlia di Joaquin Nin, compositore e pianista cubano di origine catalana, e di Rosa Culmell, cantante, di origine franco-danese. La Nin passò la sua infanzia in varie parti d'Europa, fino a che suo padre, quando lei aveva 11 anni, decise di abbandonare la famiglia per seguire una donna più giovane. Rosa prese allora Anaïs ed i suoi due fratelli più piccoli, Thorvald di 9 anni e Joaquin di 6, e partirono tutti per New York.
Durante il lungo viaggio, Anaïs scoprì per la prima volta la passione per la scrittura. Scriveva infatti nel diario: "Voglio descriverti, papà caro, ciò che sto vedendo durante questo stupendo viaggio. Potrò così avere l'illusione che tu sia qui con me e che tu stia guardando le cose coi miei occhi". In realtà suo padre era definitivamente uscito dalla sua vita, salvo qualche fugace incontro successivo, che comunque non colmaò la sua ossessiva ricerca di una figura paterna, che si portò dietro per tutta la vita.
Anaïs, giunta in America, lavorò come modella, studiò danza spagnola e visse con sua madre ed i suoi fratelli fino al giorno delle nozze. Il fortunato sposo era Hugo Guiler. Le nozze furono celebrate nel 1923, quando Anaïs aveva venti anni. Con il marito la futura scrittrice rimase in America per 12 anni, prima di fare ritorno a Parigi. Fu un matrimonio pieno di infedeltà, perché Anaïs sentiva il bisogno di conquistare molti uomini, dopo aver perso l'uomo più importante della sua vita, suo padre. "Se mio padre se n'è andato ... se non mi amava, dev'essere perché non ero amabile...come cortigiana avevo già assaggiato il fallimento, dovevo trovare altri modi per interessare gli uomini".
Hugo era un bancario, ma aveva l'hobby della regia ed era, in questa attività, abbastanza apprezzato, anche se si firmava con uno pseudonimo.
Nel 1931 Anaïs pubblicò il suo primo libro:"D. H. Lawrence", che le conferì il riconoscimento pubblico come scrittrice. In quel periodo cominciò anche a scrivere la sua opera più importante, il diario. Anaïs scriveva sui treni, ai tavolini dei caffè, mentre aspettava per un appuntamento: come un talismano, portava  sempre il diario con sé, come per avere la sua vita sotto braccio. "Questo diario è il mio kief, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni."
A Parigi  Anaïs conobbee Henry Miller, un americano di quaranta anni che scriveva romanzi, ma che non aveva ancora raggiunto il successo. Così scrive la Nin di lui nel Diario: "Ho conosciuto Henry Miller. E' venuto a colazione con Richard Osborn, un avvocato che avevo dovuto consultare a proposito del contratto per il mio libro su D. H. Lawrence. Mi è piaciuto subito, non appena l'ho visto scendere dalla macchina e mi è venuto incontro sulla porta dove lo stavo aspettando. La sua scrittura è ardita, virile, animale, magnifica. E' un uomo la cui vita inebria, pensai. E' come me. Era caldo, allegro, disteso, naturale. Sarebbe passato inosservato in una folla. Era snello, magro, non molto alto. Ha occhi azzurri, freddi e attenti, ma la sua bocca rivela emotiva vulnerabilità".
Con Miller la Nin intrecciò una relazione carnale ed intellettuale che sfociò in un triangolo amoroso quando giunse a Parigi la moglie di Miller, June. La Nin scrisse di lei : "era la donna più bella che avessi mai visto". Di questa storia si parla nel primo diario, quello fra il 1931 ed il 1934, anche se in un primo momento sono state tolte tutte le vicende più scabrose. Il suo secondo diario, che va dal 1934 al 1939, si apre invece con l'arrivo dell'autrice nella Grande Mela, dove Otto Rank l'aveva chiamata per aiutarlo nel suo lavoro di psicoanalista. La Nin, a Parigi, si era infatti sottoposta ad una analisi con Otto Rank, uno fra i primi discepoli di Freud, con il quale aveva poi intrapreso una relazione. La carriera di psicoanalista fu brevissima, perché Anaïs sentiva di confondersi troppo con le sofferenze dei pazienti e questo non le piaceva.
Tornò in Francia, ma poco dopo scoppiò la seconda guerra mondiale ed Anaïs Nin fu costretta a ripartire per New York, questa volta non per amore dei viaggi e  dell'avventura, ma in fuga, con immenso senso di smarrimento. Gli anni Quaranta a New York non furono inizialmente facili per la scrittrice e di essi possiamo sapere leggendo il suo terzo diario, che si conclude nel 1944, quando la Nin pubblicò Sotto una campana di vetro. Era ormai una scrittrice nota ed ammirata negli Stati Uniti. In quegli anni le capitò un fatto piuttosto strano: un collezionista di libri aveva offerto ad Henry Miller cento dollari al mese per scrivere racconti erotici. Miller  aveva accettato per bisogno di denaro e, allegramente, inventava storie piccanti sulle quali rideva insieme ad Anaïs. Dopo un po' però ne ebbe abbastanza, per cui propose all'amica di scrivere anche lei qualcosa. Anaïs cominciò, ma il collezionista le fece sapere: "Va bene. Ma lasci perdere la poesia e le descrizioni di tutto quello che non è sesso. Si concentri sul sesso."Così - racconta la scrittrice - incominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata, che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità. Ma non ci fu nessuna protesta. Passavo i giorni in biblioteca a studiare il Kama Sutra, ascoltavo le avventure più spinte degli amici."Meno poesia," diceva la voce al telefono. "Sia specifica". Anaïs si rivolgeva agli amici per trovare spunti, ma più erano condannati ad insistere solo sulla sensualità, più creavano poesia. Racconta la Nin a questo proposito che scrivere pornografia era diventata una strada verso la santità invece che verso la dissolutezza. Gli amici Harvey Breit, Robert Duncan, George Barker, Caresse Crosby, si sedevano in cerchio, cercando di immaginare storie per questo vecchio, e detestandolo, perché impediva loro di operare una fusione tra sessualità e sentimento, sensualità ed emozione. 
Un giorno Anaïs scrisse al collezionista:  "Caro collezionista, noi la odiamo. II sesso perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un'ossessione meccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di chiunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all'emozione, all'appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l'intensità."Lei non sa cosa si perde con il suo esame al microscopio dell'attività sessuale, con l'esclusione degli aspetti che sono il carburante che la infiamma. Componenti intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive. Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni. Lo sta facendo appassire, morir di fame, ne sta prosciugando il sangue."Se lei nutrisse la sua vita sessuale con tutte le emozioni e le avventure che l'amore inietta nella sessualità, sarebbe l'uomo più potente del mondo. La fonte del potere sessuale è la curiosità, la passione. Lei sta lì a guardare questa fiammella morire d'asfissia. Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d'animo, non ci sono sorprese a letto. Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino."Quanto perde con questo periscopio sulla punta del pisello, quando invece potrebbe godersi un harem di meraviglie tutte diverse e mai ripetute! Non due peli uguali. Ma lei non ci permetterà di sprecar parole sui peli; neanche due odori, ma se ci dilunghiamo su questo argomento, lei si mette a gridare: Lasciate perdere la poesia. Neanche due pelli con lo stesso incarnato, e mai la stessa luce, la stessa temperatura, le stesse ombre, mai gli stessi gesti; perché un amante, quando è infiammato d'amore vero, può esprimere i toni più sottili di secoli di arte amatoria. Quante sfumature, quanti cambiamenti d'età, variazioni di maturità e innocenza, perversità e arte..."Siamo rimasti seduti per ore a chiederci che aspetto lei abbia. Se ha reso i sensi indifferenti alla seta, alla luce, al colore, all'odore, al carattere, al temperamento, a questo punto dev'essere completamente avvizzito. Ci sono tanti sensi minori, che si buttano come tanti affluenti nel fiume del sesso, arricchendolo. Solo il battito unito del sesso e del cuore può creare l'estasi."
In questo periodo la Nin viveva fra New York e Los Angeles, un po' con il marito, un po' con Rupert, un nuovo amico, molto più giovane di lei.   Intanto la scrittrice continuava a scrivere pagine sui diari e nel quarto, che va dal 1944 al 1947 parla di personaggi come Dalì, Gore Vidal, Martha Graham e Andé Breton, ma anche dell'ottusità, del grigiore delle persone che incontrava, .che non sapevano cosa fosse la gioia, la serenità, la musica, che erano fatte d'acciaio e cemento o ridotte a cavallo da soma.
Tra il 1947 ed il 1955 la Nin visse tra New York ed il Messico e sperimentò anche l'LSD, che però non la entusiasmò; questo è il periodo descritto nel quinto diario. L'ultimo diario, il sesto, dura fino al 1966, quando avvenne la prima pubblicazione di questa dettagliatissima storia di vita e fu un grande successo editoriale per la Nin (che aveva allora 63 anni!)
Per rispettare la privacy delle tante persone citate però, ciò che fu pubblicato era solo una minima parte dell'opera completa dei diari, che consta in realtà di 150 volumi, 35.000 pagine, custoditi attualmente allo Special Collections Department della UCLA (e curate dall'Anais Nin Trust).
I diari sono ricchi di dialoghi, osservazioni, interventi critici e commenti, sulle persone, la politica, la letteratura, i viaggi, oltre che sulle sue vicende personali. Il mondo attraverso gli scritti di Anaïs è un mondo ricco di fascino e di meraviglia: anche le piccole cose, le persone più insignificanti vengono descritte con amore e profondità, ma soprattutto con curiosità.
Una vita  intensa e profondamente vissuta, quella della Nin, che a questo proposito diceva: "La vita ordinaria non mi interessa. Cerco solo i grandi momenti... Voglio essere una scrittrice che ricorda agli altri che questi momenti esistono"
Nel 1973 la Nin ricevette una laurea ad honorem dal Philadelphia College of Art; nel 1974 fu eletta al National Institute of Arts and Letters.
Il 14 gennaio 1977, Anaïs Nin moriva di cancro a Los Angeles, assistita da Rupert Pole. Postumo uscì la raccolta di racconti erotici Il Delta di Venere.
(Dal sito http://www.psicolinea.it/inde x.htm)



Da qualche mese ho iniziato a leggere "Il delta di venere" e ancora non l'ho finito, leggo un racconto per volta e poi ritorno al libro dopo diverso tempo, come se ognuno di questi racconti avesse bisogno di essere rielaborato o dimenticato a volte, ancora non lo so bene. Ma questa donna mi affascina, la sua vita, i suoi amori, i suoi scritti sono come i tasselli di un mosaico che formano parole come sensualità, femminilità, istinto... prive di quella superficialità e apparenza di cui oggi si fanno carico.
Tra due giorni ricorre il giorno della sua morte, con questo post le rendo omaggio, riportando questa frase del racconto Matilde, "Così era Venere, nata dal mare, con dentro questo piccolo chicco di miele salato, che solo le carezze potevano far uscire dai recessi nascosti del suo corpo..." (Anais Nin)

tua per sempre Lulù

09/01/2006

Buon compleanno amore mio!

Dall'album "Wish you were here" dei Pink Floyd la canzone "Shine On You Crazy Diamond" solo per augurarti un buon compleanno!

Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the cross fire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter, come on you stranger,
you legend, you martyr, and shine!

You reached for the secret too soon, you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Treatened by shadows at night, and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome with random precision,
rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions, come on you painter,
you piper, you prisoner, and shine!

Nobody knows where you are, how near or how far.
Shine on you crazy diamond.
Pile on many more layers and I'll be joining you there.
Shine on you crazy diamond.
And we'll bask in the shadow of yesterday's triumph,
and sail on the steel breeze.
Come on you boy child, you winner and loser,
come on you miner for truth and delusion, and shine!



Non ti faro' nessun dolce per stasera, ne hai mangiati troppo in questo periodo, ma almeno in foto ti regalo cioccolata e rose, i tuoi preferiti no?

Un bacio,
la tua innamorata

08/01/2006

Nuance di donna

Nulli se dicit mulier mea nubere malle
quam mihi, non si se Iuppiter ipse petat.
Dicit; sed mulier cupido quod dicit amanti
in vento et rapida scribere oportet aqua.

 Dice la mia donna di non volere donarsi a nessuno
altri che a me, la desideri Giove in persona.
Dice; ma ciò che una donna dice all'ansioso amante,
bisogna scriverlo nel vento e nell'onda fugace.
(Parole scritte nel vento, Catullo)



A te ingenuo spettatore
del rosso dei miei capelli,
della rabbia felina dei miei occhi,
delle mie labbra serrate
in un gemito di orgoglio,
della mia anima consunta...
Non fermarti a guardarmi.
Oltrepassa la siepe
fatta di carne,
e respirami.
Io sono l'aria dell'Eden.

tua per sempre Lulù


07/01/2006

Rose rosse per me!

Sono appena tornata dalla festa a sorpresa che mi hanno organizzato il mio amore e le mie amiche. Doveva essere una semplice giocata a carte per altro proposta da me, invece... Ad un certo punto della serata la mia migliore amica, Tania, e Max si sono allontanati, io li stavo seguendo ma sono stata trattenuta da gli altri con la scusa che dovevo riassaggiare la grappa stavolta nel bicchierino di vetro perchè se non mi era piaciuta era perchè l'avevo bevuta in quello di plastica, ma è troppo forte per me non ci sono abituata e già avevo bevuto il Bayles... E poi giri e giri di parole per non farmi andare di là... qui c'è puzza di traffici illeciti, penso quando sono rispuntati con torta al cioccolato e candelina. Ma non è finita qui! Le mie amiche mi hanno regalato (oltre la sciarpa di ieri che avevo scelto io), un bellissimo e coloratissimo mazzo di fiori e il mio amore un mazzo di rose rosse! Mi sembrava strano che ieri non mi avesse regalato fiori, lui non perde occasioni per farlo. Ero molto emozionata, a parte il fatto che odio le feste di compleanno proprio perchè non mi piace stare al centro dell'attenzione, ma per fortuna mi sono nascosta dietro i fiori evitando il più possibile videocamera e macchina fotografica. Per finire ho anche vinto a carte!
Troppo bello questo inizio d'anno per me, ho quasi paura a dirlo...
Sono troppo fortunata ad avere accanto persone così! Grazie a tutti voi, in particolar modo a Giusy, Tania e Max, grazie per il bene che mi volete e so che certe volte è difficile volermene! 

Buonanotte,
tua per sempre Lulù

06/01/2006

Il mio compleanno

Ieri ho compiuto 25 anni. So cosa state pensando sono una befana mancata e oggi ne potete approfittare per farmi doppi auguri. Ormai ci sono abituata, anche mi mamma mi prende in giro dicendomi "se fossi nata il 6 anzichè il 5 ti avrei chiamata Epifania"... No comment!
Io non amo molto il giorno del mio compleanno, compiere gli anni mi mette di malumore... Ma ieri ero stranamente contenta, tutto merito del mio amore. Mi ha regalato una serata romanticosa, cenetta in trattoria, passeggiata in via Etnea illuminata ancora dalle luci natalizie e odorosa di torrore e zucchero filato (merito dei venditori ambulanti), per concludere frappè alla fragola in piazza Università, dove abbiamo importunato diversi passanti per farci fare le foto sotto il grande albero di natale. La serata era freddissima ma le coccole del mio amore hanno alleviato la sofferenza.
E' stato un bel compleanno, semplice ma proprio come lo desideravo.

tua per sempre Lulù  

PS: cliccate LIBERTA' DI SCELTA tra i miei link e fate girare (grazie a residentevil0)

04/01/2006

Profiteroles! (Post altamente calorico)

Coltivo l'hobby della cucina da quando ero piccolina, tra guai e pasticci posso dire di essere particolarmente brava con i dolci, ciambelle, torte e biscotti sono i miei cavalli di battaglia, ma per questo nuovo anno mi sono posta nuovi "traguardi", il primo fare i profiteroles (naturalmente rubando tempo allo studio).
Dopo una ricerca ferrata tra riviste e ritagli di giornali ieri ho trovato una ricetta per le bignole (diverse dai bignè perchè a differenza di questi che vengono fritti, le bignole sono cotte al forno) che poi si è rivelata un vero disastro finendo nel cestino dell'immondizia! Non mi sono abbattuta anche perché ho trovato una nuova ricetta e oggi armata di un'estrema pignoleria ho seguito alla lettera la ricetta... Un successone!

Ricetta:
Mettete in una casseruolina 300 g di acqua con un pizzico di sale e 150 g di burro (ma io ho usato la margarina), che deve essere morbido (uscitelo dal frigo 1-2 orette prima della preparazione). Mettete la casseruolina sul fuoco e lasciate che il liquido raggiunga il bollore, poi levatelo dal fuoco e unitevi 150 g di farina setacciata tutta in una volta, mescolando energicamente. Rimettete sul fuoco basso e, sempre mescolando con un cucchiaio di legno, lasciate asciugare finché non si formerà una palla che si staccherà, sfrigolando (che dolce rumorino), dalle pareti del recipiente. Levate dal fuoco, fate raffreddare, poi cominciate ad unire le uova, uno alla volta, non aggiungendo il successivo se il precedente non è ben incorporato. Occorrono 4-5 uova ma, dopo aver aggiunto il quarto, verificate se la pasta è abbastanza filante: alzando il cucchiaio dovrà formarsi un "nastro", in questo caso potete eliminare l'ultimo uovo. Mettete la pasta in una tasca per dolci con bocchetta liscia e spremete dei mucchietti sulla placca da forno imburrata e infarinata. Cuocete per 20 minuti a 220°. Non aprite il forno prima dei 20 minuti! 
Il risultato è questo:



Ho preparato la cioccolata per riempirle, con una ricetta creata appositamente da me (dopo prove e prove), altro che ciobar!
Ingredienti: 100 g di farina, 90 g di cacao zuccherato, 50 g di zucchero, 450 ml di latte (potete sostituire 25 ml di latte con bayles o liquore alla crema se vi va).
Mettete farina, cacao e zucchero in una casseruola, aggiungete poco alla volta il latte mescolando con una frusta per evitare la formazioni di grumi. Mettete sul fuoco basso e mescolate continuamente con un cucchiaio di legno fino a che la crema non si attaccherà al cucchiaio. Spegnete il fuoco e fate raffreddare. La cioccolata è pronta!

Riempite con la crema le bignole e disponetele su un piatto formando una piramide.



A bagnomaria fate sciogliere del cioccolato fondente, quando è completamente fuso aggiungete della panna liquida (non da cucina), mescolate e versate sui profiteroles!



Ai golosoni consiglio di aggiungere dei piccoli ciuffetti di panna montata!

Buon appetito!

Ps: vi consiglio la cioccolata anche per le freddi sere d'inverno davanti al camino o da consumare tra le braccia dell'innamorato, aggiungendo alla ricetta base 1-2 cucchiai di liquore alla crema. Disponete la cioccolata nelle vostre tazze più belle con tanto di piattini, ricoprite con panna montata, spolverate con del cacao, sbriciolate qualche mandorla tostata, servite con qualche biscottino sul piattino.

tua per sempre Lulù

03/01/2006

Le mie 5 strane abitudini

Cottarella mi ha scelto per questa sorta di catena di S.Antonio.. non le amo molto ma sembra un modo carino per farsi conoscere e riconoscere ^__^

REGOLAMENTO:il primo giocatore di qst gioco inizia il suo messaggio cn il titolo "5 tue strane abitudini" e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare. Non dimeniticarti di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto" e ditegli di leggere il vostro.

Le mie cinque abitudini:
1)Metto sempre una mano nei capelli per sollevarli o togliermeli davanti
2)Quando vedo un film dell'orrore mi copro gli occhi appena la situazione comincia a farsi carica di tensione
3)Anche se ho il mio bicchiere bevo da quello del mio ragazzo
4)Quando qualcosa mi prende alla sprovvista urlo "mamma mia" o "ahhh"
5)La sera quando sono a letto non posso addormentarmi se non sento al cellulare il mio ragazzo che mi da la buonanotte.

Sicuramente avrò altre abitudini, ma al momento non mi vengono in mente.
Problema: a chi rigiro la catenina? Uhm.. vediamo vediamo...

tua per sempre Lulù

02/01/2006

Anno nuovo eccomi!

Il mio capodanno è stato un sogno, non potevo chiedere di meglio! No non sono stata in crociera, nemmeno a ballare tutta la notte in una villa molto chic con persone selezionatissime (come ho letto in pubblicità di locali della zona), ma "ho iniziato" il nuovo anno con le persone che amo, fidanzato, famiglia e amici!
Tradizionale cenone a casa dei miei zietti preferiti, con un menù da leccarsi i baffi e una compagnia rumorosa ma dolcissima, le mie due piccole pesti, alias le mie cuginette di 9 e 11 anni. Abbiamo iniziato a ballare prima della cena trascinando in balli proibiti come "mueve la colita" e "a me mi gusta" il povero Max.
Dopo il cenone, abbiamo giocato a tombola e cosa straordinaria perchè non capita mai ho fatto più volte tombola! Ho vinto in tutto più o meno un euro, ma ho vinto è questo quello che conta, no? Allo scoccare della mezzanotte ero accanto al mio amore, ma il primo bacio d'auguri non è stato tra noi perchè le pesti ci hanno assalito, erano contentissime. Ci siamo rimesse a ballare quasi fino all'una e mezza quando ho ricevuto la telefonata della mia migliore amica Tania, che mi chiedeva se volevamo andare a Catania con il suo "zito" e sua sorella, tra 15 minuti appuntamento all'uscita del paesello! Siam passati a prendere Vinny e Mely e arrivati al lungomare ci siamo fermati per chiacchierare un pochetto, scambiarci qualche regalino. Da lì dopo aver salutato Tania perchè dovevano andar via, ci siamo spostati in centro.
In piazza Teatro Massimo, c'era un sacco di gente, locali strapieni e grigliate di carne un po' ovunque. Abbiamo incontrato degli amici e poi proseguito fino a piazza Duomo, come sempre bellissima di notte, e Piazza Università dove c'erano un albero di natale altissimo addobbato di luci e stelle di natale bianche e un palchetto da cui mandavano musica tecno. L'unico incoveniente spiacevole un lungo tappeto di bottiglie rotte e petardi. Poi bancarelle di caramelle e torrone e paninerie "ambulanti", un misto di odori e voci. La vie Etnea era piena di gente, ma questo capita tutto l'anno.
Abbiamo riaccompagnato i nostri amici e alle 6 eravamo già a casa.
Mi è piaciuto questo capodanno perchè l'ho passato con le persone con cui voglio vivere gran parte dei giorni del nuovo anno!
Mi sono divertita, amo le piccole cose perchè dietro esse sta nascosta la mia felicità.

tua per sempre Lulù  

29/12/2005

Chiedimi un ballo romanticamente sensuale



La vicenda ruota intorno a Jimmy (Adrian Lester / Maybe Baby) un tassista di colore, che opera nel "Kismet Cabs & Café", uno scalcinato "fish & chips". I vari personaggi che transitano sulla sua auto lo coinvolgeranno nel vortice delle loro vite. Sei persone sole alla ricerca di quello che potrebbe essere definito "amore"; ognuno con i suoi fantasmi personali da superare per riuscire ad andare avanti.
Mo (Jane Horrocks / Memphis Belle), che ormai passa da un letto all'altro, è stata abbandonata praticamente sull'altare da Fergus (David Morrissey / Giochi nell'Acqua), che ora, dopo 8 anni, ha capito che lei è sempre stata l'amore della sua vita. Eleanor (Olivia Williams / Il Sesto Senso) una single convinta di non aver bisogno di niente e di nessuno che però non accetta il rifiuto di Frankie (Craig Ferguson / L'Erba di Grace) ormai stufo di farle una corte serrata senza successo; e poi Eddie (Jimi Mistry / East Is East) e Jocelyn (Caatherine Mc Cormack / Ballando a Lughnasa) i due personaggi più surreali che alimentano la vena comica del film: lui un "repinatore al cloroformio" che anestetizza le sue vittime e lei una "curatrice di tombe" che nonostante l'abitudine alla morte teme qualunque forma di malattia.
Ed infine due vere macchiette: due tassisti colleghi di Jimmy che hanno continui battibecchi (ricordano i due vecchietti del Muppeth Show); attraverso di loro David Kane (il regista) ci parla di sesso, di rapporti di coppia e della vita in genere, ma sempre in modo esilarante. Tutto avviene in un locale dove si balla la salsa.
Questo ritmo sudamericano scandisce tutta la pellicola e le vite dei protagonisti. Come sostiene Eleanor: "chi non sa ballare la salsa, non sa fare l'amore!". L'atmosfera della balera si trasferisce lentamente sui protagonisti, catapultandoli in questo mondo coloratissimo e pieno di ritmo, spesso lontano anni luce dal loro.
Gli attori, sicuramente volti poco noti al grande pubblico, sono molto convincenti; spesso ci chiediamo perché non vengano valorizzati dei nuovi talenti, invece dei "soliti noti". La fotografia non brilla certo per originalità anche se almeno un paio di scelte registiche (ad esempio quando Fergus urla dal tetto) sono molto azzeccate. Di Valerio Salvi.

Ho adorato la coppia ladro-ipocondriaca, forse perché ho rivisto nelle loro paure le mie e anche le sue (del mio moroso intendo), soprattutto quando lei le detta le "condizioni" del loro rapporto: promettimi che non non proverai a cambiarmi e che non morirai prima di me. Siamo noi due, non c'è nulla da dire!
E che bello l'intreccio di vite, nella loro più disparata diversità unite da un comune denominatore l'amore contro la solitudine decantata dalle discussioni al limite del credibile di un uomo che si è così abituato a disprezzare le donne senza conoscerle che finisce per invidiare la ragazza del suo amico, bruttissima stando ai suoi commenti, eppure non sola come lui, solo lavoro e chiacchiere vuote.
E poi mi è venuta una gran voglia di ballare, chissà che uno di questi giorni non trovi il coraggio, se così si può chiamare, di iscrivermi ad una scuola di ballo.

tua per sempre Lulù

27/12/2005

Lola e Sissi

Questo pomeriggio ho visto un film gradevole "Spanglish" del regista di "Voglia di tenerezza", ma io vorrei parlare di altri due film che ho visto la settimana scorsa: "Lola corre" e "La principessa e il guerriero", entrambi del regista Tykwer e con Franka Potente in versione rossa peccatrice nel primo e bionda indecisa nel secondo, in entrambi i film interpresta ragazze "difficili" coinvolte in storie dove l'adrenalina sale e sale e sale...



Ho letto questa recensione su Lola corre in rete e mi è piaciuta parecchio:
Capelli rossi, di un rosso acceso, tatuaggi bene in vista, anfibi ai piedi, Lola è una ribelle dei nostri giorni, con ansie generazionali, dubbi esistenziali e nessuna implicazione ideologica. Ignorata da genitori che si ignorano a loro volta, rifugiatasi nell'unica cosa in cui crede, l'amore, Lola vive la propria vita in un mondo che gira vorticosamente. E corre, si Lola corre, per salvare l'uomo che ama, sé stessa, il loro amore, corre sicura di sé, sorretta da una forza invisibile che le fa superare la propria insicurezza e la trasforma in un modello per ragazzine dall'animo sensibile ma dal piglio severo. Lola corre nella Berlino di oggi, accompagnata da note ossessive, luci, suoni, colori, attraversando il rutilante baraccone visivo costruito per lei e per noi dal giovane regista tedesco Tom Tykwer. Il suo Lola Corre, presentato in concorso al Festival di Venezia 1998 ed accolto con clamore in patria, è il figlio prediletto degli anni '90, ibrida creatura che reca in sé lo spirito di Trainspotting, le martellanti pulsioni sonore techno ed i ritmi del videoclip.
La corsa di Lola è una corsa contro il tempo: un telefono che squilla, rosso come i suoi capelli, la voce di Manni, il suo ragazzo, a dirle che tutto è andato storto, una disperata richiesta di aiuto, la necessità di trovare 100.000 marchi in venti minuti per avere salva la vita. Una trama scarna, quasi inesistente, che riprende spunti noir (un gangster, un incarico da assolvere, il piccolo malvivente tradito dalla propria inesperienza) per poi stravolgerli in un frullato di cartone animato, commedia, dramma sentimentale ed ottenere un videoclip di ottanta minuti. Ma Tom Tykwer non si accontenta di far correre Lola per le strade di Berlino nè di immergere lo spettatore in un frastornante rave: ci si interroga sul significato della vita, su dubbi e mancanza di certezze (l'unica cosa certa è che la palla è tonda e la partita dura novanta minuti, dice uno dei suoi personaggi), su quello che sarebbe se io non fossi io e tu non fossi tu, ma io sono veramente io e tu sei veramente tu??... e così via, con gradimento adolescenziale assicurato.
Ecco allora Lola correre (lo so, ci stiamo ripetendo, ma in realtà non succede proprio altro) per chiedere aiuto a suo padre, scontrandosi con una donna con carrozzina, incrociando un ragazzo in biciletta, una macchina che esce da un garage, un'impiegata di banca, un barbone - e, lei non lo sa, ma noi si, è proprio lui ad avere i 100.000 marchi andati perduti -, un autista di ambulanza e percorrendo, la vediamo dall'alto, una piazza tagliandola obliquamente. Al suo passaggio ognuno vede per una frazione di secondo materializzarsi il proprio futuro sotto forma di una serie di velocissime istantanee per poi scomparire subito dopo. Ma se attaccato il telefono la giornata di Lola fosse andata diversamente, se scendendo le scale di corsa qualcuno le avesse fatto lo sgambetto, se avesse urtato la macchina, se il barbone avesse preso lui la bicicletta, se l'ambulanza avesse rotto la lastra di vetro trasportata attraverso la strada, se la piazza..., se, se, se...
Con scelta stilistica ormai abusata ma quest'anno estremamente in voga (vedi Sliding Doors), Tykwer ci rifà vivere i venti minuti di Lola e Manni per tre volte, mostrandoci le differenti possibilità, i molteplici sviluppi, l'assenza di certezze laddove anche un battito di ciglia può cambiare una vita. Nel far questo, però, non può dare spessore ad una storia che è volutamente povera nè un cuore a ciò che è volutamente glaciale, limitandosi ad aggiungere, in un calderone che tutto contiene, elementi sovrabbondanti fino all'eccesso. Lola, ad esempio, urla, riuscendo così a fare andare in mille pezzi vetri e bicchieri, ma quale è lo scopo del farla urlare? Quello di manifestare la propria personalità? Di dare libero sfogo alle frustrazioni di chi non può imporre la propria volontà in una società che non ci ascolta? Tanta demagogia, insomma, una buona dose di furbizia e ben poco d'altro. A rimanere impressa la sola figura di Lola - Franka Potente, i suoi capelli rossi, la sua corsa senza fine. Di Carlo Cimmino.



"Fondamentalmente, racconta il mito di Orfeo al contrario". Così il regista e sceneggiatore tedesco Tom Tykwer, descrive il suo ultimo film, La principessa e il guerriero. E infatti il protagonista maschile, Bodo, interpretato da Benno Fürmann, è una sorta di Orfeo dei giorni nostri, che dopo la scomparsa della moglie precipita in una condizione di morto vivente e vaga nel mondo dei vivi come un'anima in pena.
Un particolare della trama ci da la misura di quanto Bodo viva in una dimensione parallela: il fratello Walter (Joachim Kròl) lo ritrova notte dopo notte abbarbicato a una stufa, e solo quando il film ci permette di vedere la realtà attraverso gli occhi di Bodo capiamo che l'uomo sovrappone il fantasma della moglie alla stufa, il cui calore gli ricorda quello della persona viva, ma anche l'incendio in cui lei è perita.
Il vedovo inconsolabile - più per senso di colpa che per amore, come vedremo - si aggira in un universo di ombre e di fantasmi, e non riesce a riprendere contatto con la realtà. E' come un sonnambulo che nessuno osa svegliare, per paura che lo choc del passaggio dal sonno alla veglia sia troppo forte.
Nessuno, eccetto Sissi, che guarda caso si sta a sua volta risvegliando alla vita. Scopriremo che Sissi è nata e cresciuta in manicomio, è diventata infermiera e mette il naso fuori dal suo mondo di ombre solo per accompagnare in giro i suoi pazienti.
Proprio durante una di queste passeggiate Sissi incontra Bodo, o meglio, le loro pseudo-realtà si scontrano: Bodo, correndo per le strade di una città tedesca (come Lola, in una sequenza che ricorda da vicino il film che ha reso famoso Tykwer), provoca un incidente nel quale viene coinvolta Sissi. La ragazza si ritrova lunga distesa sotto un camion, e Bodo, forse senza neppure essere consapevole di aver provocato personalmente l'incidente, scivola sotto il veicolo per salvarla.
E' un incontro ravvicinato fra la vita e la morte, nel quale il morto-che-cammina Bodo restituisce alla non-ancora-veramente-viva Sissi la possibilità di cominciare la sua avventura. Naturalmente Sissi diventerà a sua volta il veicolo per riportare Bodo alla vita.
La principessa e il guerriero è una passeggiata funambolica sul filo di lana che segna il confine fra la vita e la morte, fra la salute e la follia (di qui la scelta di ambientare parte della vicenda in un manicomio, al quale, per motivi diversi, appartengono sia Sissi che Bodo, e dal quale entrambi cercano di fuggire), fra la luce e il buio, fra la realtà così com'è e la realtà così come viene percepita.
Il mito di Orfeo ricompare nella volontà di ciascun componente della coppia di riportare l'altro verso il mondo-di-sopra. E una delle ultime scene, che vede Bodo sdoppiarsi in modo da lasciare alle spalle il proprio lutto, letteralmente dicendo addio al suo vecchio sé (la sua ombra), ricorda da vicino un altro Orfeo cinematografico: quello di Jean Cocteau, che concludeva la trilogia sulla morte e "sul ruolo del poeta come tramite tra il mondo reale e quello fantastico" (dal Dizionario dei film di Paolo Mereghetti).


Due film intensi che vi consiglio di vedere anzi di gustare!

tua per sempre Lulù

26/12/2005

Che cosa è?

Ho trovato questo COMMENTO anonimo. Che cosa è? Una sorta di catena di S.Antonio?

scritto da: anonimo il 26-12-2005 alle 14:22
libertà di scrivere cosa liberamente penso - copyright 23 12 2005 | salvatorfelice | ultimo post: 26.12.05 13:42 Buon giorno Notte!!!!! per gli amanti della notte, per gli amanti della vita, per chi la pensa come me...ecco qualcosa da leggere... 14 09 2005 | nessundorma8 | ultimo post: 26.12.05 12:43 Pigrizia Lunare Pigra la luna stasera, come una bella donna tra guanciali profondi che carezzi con mano leggera seni rotondi 14 01 2004 | 1fruscio | ultimo post: 26.12.05 11:36 Tua per sempre Lulù Il blog di una sognatrice 07 09 2005 | tuaxsemprelulu | ultimo post: 26.12.05 11:00 Io? Me stesso? Dove? Quando? Scrivere per capirmi...voi non tentateci potrebbe essere pericoloso! msn: palver82@hotmai l.com 21 05 2004 | palver82 | ultimo post: 26.12.05 10:57 L'infinito è sapere che quando tornerai io avrò saputo aspettarti. La mia vita è l'amore, e le mie parole cercheranno solo di riuscire, almeno una volta, ad esprimere quello che ho dentro. 20 12 2005 | tramonto_perseo | ultimo post: 26.12.05 10:03 ritorno (fino a quando? boh?) TERRIBILIS EST LOCUS ISTE 09 11 2005 | rosy.lou5 | ultimo post: 26.12.05 09:11 The gates of dawn Ai cancelli dell'alba.... mi fermerò a riposare.... tra giorno e sogno sospeso.... su nuovi mari e giardini 15 11 2005 | wildhope | ultimo post: 26.12.05 00:38

21/12/2005

Ecco perchè mi piace sognare!

Non mi piace la mia vita. Guardo sempre chi sta peggio di me e quindi apprezzo tutto quello che ho. Non faccio mai una cosa che voglio io, mi sentirei in colpa, un'egoista, quindi mi accontento. Sempre.
Tra meno di un mese sarà il mio compleanno, la mia famiglia comincerà con l'assillarmi perchè vogliono fare la festa, il che significherebbe per me doppio lavoro: pulire e cucinare.. preferisco di no, grazie! Ma gli amici e i parenti verranno a portarmi il regalo quindi non potrò nemmeno farmi trovare inca... dovrò sorridere, anche se il giorno del mio compleanno di solito sono depressa e il mio unico pensiero è sparire!
Dopotutto che c'è da essere felice? Ogni anno che passa è un anno rubato ai miei sogni, perchè mi sento incastrata in questa sorta di limbo che è la mia vita.. ricordate quel portone? Non sono mai entrata, sono sempre stata lì, con un piede dentro e l'altro fuori e mai entrerò.
E mi incavolo perchè chi mi sta attorno sa che sto male, ma non mi dicono niente se non che la vita è così, un sacrificio continuo, che bisogna andare avanti...
Andare avanti??? Ho 24 anni e vado avanti da quando ero un'adolescente!
Io non voglio sopravvivere? Io vorrei vivere la mia giovinezza, la follia di questi anni..
Sono stanca del chi si accontenta gode! Non è vero!
E quest'anno non riesco nemmeno a sentire la magia della festa, non ho voglia di stare con nessuno, nemmeno con la famiglia, non ho voglia nemmeno di fare i biscottini, ma se li aspettano da me e quindi devo. E devo sorridere.
Non vedo l'ora di tuffarmi di nuovo nello studio, se continuo così prenderò la laurea prima del previsto. Questo è l'unico lato positivo del non divertirsi mai.

annoiata Lulù

19/12/2005

Rabbia

Ho visto un documentario su luciano luberti, il boia di albenga, un rifiuto umano.
Che rabbia che provo per come l'ha scampata, per come ha goduto di una libertà che non gli apparteneva, per come ha vissuto una vita che non meritava! Ho fatto qualche ricerca in rete e ho trovato anche questo...

La mattina di giovedì 27 gennaio 2005, giorno della Memoria, Silvio Berlusconi si prepara a partire per Auschwitz, dove una grande cerimonia celebrerà il sessantesimo anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista.
Poche ore dopo, seduto tutto compunto sotto la neve fitta, avrebbe visto le facce segnate dei sopravvissuti, avrebbe sentito l'appello di Simone Veil a essere ancora e sempre «vigili». Ha gia' pensato a quel che avrebbe detto ai giornali, dopo la cerimonia: «È un dovere di tutti noi ricordare a chi non sa quello che e accaduto qui, dove l'uomo ha costruito l'orrore, un'industria della morte... È il dovere della memoria».
Ha preparato tutto con cura, il presidente del Consiglio. Solo che prima di partire per Auschwitz deve fare un'ultima cosa.
Alle 9 e 30 prende il telefono e offre la candidatura alla presidenza della Regione Campania ad Alessandra Mussolini.
Alessandra Mussolini che ha lasciato An dopo la visita di Fini in Israele.
Alessandra Mussolini che raccoglie l'eredità politica di nonno Benito, promulgatore delle leggi razziali e complice di Hitler nello sterminio degli ebrei.
Alessandra Mussolini che tre giorni dopo, a Milano, sarebbe stata accolta al grido di «Duce, duce!» dai camerati di Alternativa sociale, il partito che ha formato con due fascisti irriducibili, Roberto Fiore di Forza nuova e Adriano Tilgher del Fronte nazionale. (Nello stesso istante, poco più distante, sfilava il corteo in onore degli ultimi 600 ebrei milanesi deportati nel 1944).
La Mussolini non accetta la candidatura in Campania.
Berlusconi ne prende atto, tutto quel che poteva fare l'ha fatto. Ora può davvero partire per quella rottura di palle della cerimonia di Auschwitz.
(da: "Il Diario" settimanale N°5 /2005)http://www.wineathomeit. com/foibeOnline/testimonianze.h tml

Io non ne so molto di politica, perchè non credo in quella che per me è meno di una parola e non ne voglio sapere, non voglio sporcarmi con una cosa tanto sudicia.
Odio la politica, odio il fatto che rifiuti umani continuano a vivere dopo aver saccheggiato la dignità, la libertà e la vita di uomini e donne. Odio l'indifferenza e l'ignoranza. Odio chi abbassa la testa e sta zitto! Odio chi giustifica la violenza! Odio chi ripartisce responsabilità e colpe tra vittima e carnefice. Odio la legge cieca e ingiusta. Odio il falso moralismo di questo Paese.
E oggi sono ancora più arrabbiata di ieri!

tua per sempre Luù 

18/12/2005

Veronica Guerin

Stasera avevo deciso di rivedere "Tuck everlasting" un film fantastico per ragazzi.
Uno di quei film in cui mi butto a capofitto quando ho voglia di sognare ad occhi aperti, ma poi è iniziato "Veronica Guerin" che non avevo mai visto e di cui avevo vagamente sentito parlare.
E' una storia vera. E' la verità contro l'abbrutimento dell'uomo. Una donna contro la vigliacchieria di chi vende la morte nelle strade e di chi quelle marionette in strada ce li getta come si fa con le mollichine di pane al parco...
Consiglio a tutti di vederlo, perchè non venga dimenticata, perchè si sappia che è "bastata" la sua morte per sbattere quei criminali in carcere e cambiare la legge in Irlanda.
Volevano toglierla di mezzo, farla stare zitta e invece uccidendola le hanno dato ragione, immortalità e voce.
Perchè cari amici le cose possono cambiare. Con l'impegno. Parlandone, perchè il silenzio è l'arma della viltà. Denunciando. Agendo.

tua per sempre Lulù

Ritorno al passato



Sono quasi le 2 e fuori, al freddo, lo zampognaro suona la "ciaramella" in strada...
Lo sto ascoltando mentro scrivo questo breve post e mentre le mie orecchie tornano al passato io scrivo al presente...

tua per sempre Lulù

16/12/2005

=^____^=

Sono contentissima!!! Oggi ho fatto l'esame di filosofia dell'educazione, è andato benissimo, 30! Sono contenta perchè la materia l'ho preparata in pochissimi giorni ma sotto stress studio meglio anche se Max dice che ho un "gran sedere", una gran parlantina e che mi potrei dare alla politica. Una materia piacevole, incentrata sul gusto, la bellezza, l'esteticità dai tempi di Castiglione e del suo cortigiano al movimento "Bauhaus", dal galateo per gli aristocratici di Gracian a Schiller, dalla nostalgia per il medioevo di Ruskin alla rivoluzione industriale... Un bell'excursus insomma. A scelta avevamo un libro da leggere ed io ho optato per "Le due culture" di Charles P.Snow, un saggio nella sua semplicità stimolante. Le due culture sono gli scienziati da una parte e gli intelluttuali dall'altra, in mezzo la loro incomunicabilità e la povertà dei Paesi sottosviluppati.
Riporto il seguento passo:
"La morte è un fatto: la propria morte, la morte di chi amiamo. Per molte delle cose che ci fanno soffrire non v'è alcun rimedio: si lotta senza posa contro di esse, ma resta sempre qualcosa in esse contro cui ogni rimedio è impotente. Questi sono fatti: e continueranno ad essere fatti, fintanto che l'uomo sarà uomo. Ciò fa parte della condizione individuale: chiamatela tragica, comica, assurda, oppure consideratela con una scrollata di spalla, come fanno i migliori e i più coraggiosi."
Adesso vado a scaraventarmi sul divano per rilassarmi un pochetto.
Cari amici e amiche bloggers vi auguro una dolcissima notte!

tua per sempre Lulù

11/12/2005

Il mio natale di pasta frolla

Su richiesta dell'amico White Mask posto la ricetta della pasta frolla che utilizzo per fare biscotti, crostate, torte e altre leccornie...

Ingredienti:

500 gr di farina 0.0
200 gr di burro
200 gr di zucchero
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di aroma per dolci (io di solito scelgo quello al rhum o agli agrumi o alla vaniglia)

Non so se il procedimento che seguo è giusto ma io faccio così:
Con la frusta sbatto le uova con lo zucchero a cui pian piano aggiungo la farina setacciata, il burro ammorbidito a temperatura ambiente, il lievito e l'aroma, poi
comincio ad impastare con le mani fino a che ottengo una palla; metto a riposare per un pò e nel frattempo ripulisco il piano da lavoro e preparo tutto ciò che mi servirà da lì a poco: mattarello, pennelo da cucina, formine e gli ingredienti per gli "addobbi" come codette/palline di zucchero, gocce di cioccolato, cioccolato da fondere, canditi, cacao, zucchero a velo, sciroppi...
Poi stendo la pasta col mattarello e per non farla aderire uso della farina, naturalmente anche sul tavolo da lavoro.
E poi via alla fantasia con le forme e le "decorazioni" alcune da fare prima di infornare i biscotti (spennellata col tuorlo d'uovo sbattuto e codette/goccine/canditi) altre dopo che i biscotti saranno pronti e raffreddati (glasse e cioccolato fuso).



Per i cuori: ho immerso solo da una parte i biscotti, già cotti, nel cioccolato che ho fatto fondere a bagnomaria.



Per i fiori: per un tipo ho spennellato con il tuorlo e poi messo un quarto di ciliegina candita (non tutta perchè troppo grande), per l'altro tipo ho preparato la glassa semplice (con zucchero a velo, poca acqua e qualche goccia di limone) e colorata con lo sciroppo d'amarena.



Per i funghetti: ho utilizzato la glassa con lo sciroppo d'amarena e l'altra verde ottenuta con lo sciroppo alla menta.
Per le lune: la glassa semplice
Per le stelle: ho aggiunto all'impasto della pasta frolla del cacao, prima di infornare ho spennellato con l'uovo e cosparso di granella di cocco.



Questi sono i biscotti che ho preparato lo scorso natale.
Poi li ho confezionati con della carta trasparente insieme a qualche cioccolatino o torroncino, chiuso il tutto con dei nastrini e piccoli oggettini come angioletti o pupazzetti, riposto in dei piccoli cestini di vimini, un piccolo e semplice biglietto d'auguri ottenuto con del cartoncino bianco e il gioco è fatto!
Questi sono i regalini che ho fatto ai miei amici e ai miei parenti.
Al mio amore ho costruito una casetta...



Non di mattoni nè di marzapane, ma proprio con la pasta frolla!



Con un pò di fantasia e ben 4 ore di lavoro, il risultato è stato questo:

  

Ho passato tutto il 23 dicembre del 2004 nella mia calda cucina a fare i biscotti, il 24 preparando la "scacciata" con broccoli e cavolfiori per la cena della vigilia. Che stanchezza, ma che felicità. Non sono religiosa e per me il natale è questo dedicarmi all'hobby della cucina per le persone che amo e passare le feste in loro compagnia giocando a tombola con le mie piccole pesti (le mie cuginette) che "derubano" Max di centesimi e centesimi di euro e con mia nonna che tra un numero ed un altro fa un piccolo pisolino.
Questo è per me il natale.

tua per sempre Lulù

10 dicembre 2005

Un sabato particolare quello di ieri sera, ma denso d'amore... 
Sono stata male, uno dei miei soliti mal di testa, venuto all'improvviso mentre eravamo fuori a fare compere. Max è stato un tesoro, si è fermato in farmacia, mi ha riportato a casa e dopo aver mangiato a lume di candela, ci siamo messi sul divano accocolati col plaid che ci scaldava.
Fuori pioveva e la corrente elettrica mancava già da diverse ore, infatti c'è stato un piccolo black out che ha colpito alcune zone del mio paese lasciandoci letteralmente al buio fino all'una e mezza di notte.
Sul divano mi sono addormentata e lui è rimasto lì da solo e al buio a vegliare sul mio sonno.. in silenzio.. e con la febbre! Anche quando sta male, pensa sempre prima a me..
Io non sono così forte, ma lui... Mi sento così al sicuro quando sono con lui, protetta e amata, viziata anche.
Se penso a come mi sono comportata in questi giorni, a come l'ho trattato male...
Io sono spesso in crisi, alla ricerca di qualcosa che colmi questo senso di vuoto che mi sento dentro e quando ho questi "periodi bui" che chiamo da tempo ormai di transizione (a cosa non l'ho capito), con lui diventa odiosa, intrattabile..
Ma lui c'è sempre e piange con me, mi ascolta per ore ed ore al telefono facendo da tramite tra me e i miei pensieri, non mi lascia mai sola...

Grazie amor mio,

tua per sempre Lulù
 

08/12/2005

Per OMOEROTICO

Caro Jacopo, se passi da queste parti non te ne andare in silenzio come sei solito fare, ma fammi sapere qualcosa di te.
Come stai? Cosa ti è successo? Perchè questa decisione improvvisa di chiudere il blog?
Chi mi racconterà adesso la leggenda di Aci e Galatea? Chi incontrerò di notte sull'Etna?
Spero tu tornerai o che almeno ti farai sentire..
Un bacio caro amico!

Lulù

07/12/2005

Stasi

Sono ferma
in piedi
sul portone
....
della mia vita

Entro?

Lulù