29/10/2006

Ho una fan!

Ieri sera sono stata alla premiazione del 10° concorso di poesia indetto dall'Associazione Agorà di Misterbianco.
E' stata come tutte le volte un'esperienza emozionante, culturarmente importante sia per la presenza concentrata di poeti sia per lo splendido quartetto di musica da camera tutto al femminile le "Broken consorts".
Ho fatto un tuffo nel passato quando ho rivisto dopo non so quanti anni il mio fidanzatino del primo liceo e la parte più eccitante della serata non è stata quando sono salita sul palco a ritirare i due premi del 3° e del 2° posto, ma quando una ragazzina timidamente mi si è avvicinata per dirmi che leggeva spesso la poesia con cui vinsi qualche anno fa, che mi trovava brava e voleva farmi i complimenti, io prima di riuscire a proferire parola sono diventata più rossa delle poltroncine del teatro.
E' stato stupendo, è stupendo: ho una fan!!! 
Quando poi l'ho rivista fuori insieme alla madre mi sono avvicinata e abbiamo chiacchierato un po', lei è una ragazza dolcissima che ama il piano e la poesia, ho cercato di dirle di non farsi vincere dalla sua timidezza e di provare sempre.
E lei... mi guardava con approvazione!  



Sono troppo contenta, ieri sera è stato un momento splendido per finire una settimana un po' scura.

Un buongiorno a tutti, 
Lulù

27/10/2006

Happy ending?

Eccovi il finale al raccontino, che avete letto nel post precedente, scritto da voi e chiunque voglia dire la sua lo può fare tranquillamente, aggiungerò con piacere le vostre idee.
Mi piacerebbe dare un'interpretazione al vostro finale, perchè penso che questo contenga la vostra opinione sul mondo delle chat, degli incontri virtuali, delle relazioni... ma preferisco che ognuno di noi dia la propria al momento della lettura senza poi influenzare gli altri.
Adesso bando alle ciancie, ecco che avete scritto dall'ultimo al primissimo di Roberto  ^__^

scritto da: figuratore Vai al suo Virgilio Blog il 27-10-2006 alle 09:43
mi associo a lenin! però interessante..

scritto da: idio_teque Vai al suo Virgilio Blog il 26-10-2006 alle 11:49
'giorno Lulù!!! allora io c' ho pensato...mi piacerebbe un finale triste di questo tipo...loro si incontrano quotidinamente in chat...passano dei momenti molto piacevoli e , senza quasi accorgersene , si innamorano l' uno dell' altra. ma non si sono mai visti, mai toccati, mai guardati negli occhi. i loro odori sono sconosciuti. decidono di incontrarsi. sono eccitati all' idea di completare quella loro conoscenza fino ad allora solo virtuale con qualcosa di finalmente fisico, tangibile, sensoriale. guardarsi, toccarsi, odorarsi...asco ltare le loro voci non più solo attraverso un freddo apparecchio telefonico. ma succede che i due, lui con in mano una rosa rossa , lei con indosso un vestito celeste...a pochi metri l' uno dall' altra si guardano...si scrutano...sann o chi sono, ma non si riconoscono...n on si riconoscono come tutto quello che erano in quella chat, sono qulacosa di diverso...che percepiscono come estraneo. provano paura, smarrimento. quello che credevano di essere in realtà non è...lui fa pochi passi alla sua sinistra, verso il cassonetto...getta via la rosa rossa, regalo per lei e simbolo di riconoscimento. ..lei intanto era già scomparsa nella folla.

Scritto da: fantedicuori67 il 25-10-06 alle 20:47
E un giorno, anzi una notte, si addormentarono entrambi davanti al pc dopo ore di estenuanti conversazioni filosofiche.


Scritto da: 72lenin il 25-10-06 alle 14:27
Beh un giorno lui si è beccato un virus sul pc e lei, credendolo morto si suicida. Lui accorre, e vedendola morta, si suicida a sua volta. Poi arriva il Webmaster e banna tutti i presenti della chat.


Scritto da: scorpio441 il 24-10-06 alle 22:18
Ciao Giusy.Perchè non li fai incontrare quei due e scoprire che lui non è uno studente di ingegneria, ma il maritino virtualmente ed innocentemente tradito?? Buona notte da nonno Roberto con un bacino in fronte prima della ninna nanna!!


Grazie a tutti,

Lulù

24/10/2006

Un giorno...?


"...sarà tutto senza mai esser stato nulla...
o potrebbe essere nulla pur essendo stato tutto..." 
                                                         ...scrisse una volta un tale


Si conobbero in rete, due sconosciuti come tanti, due sconosciuti soli in mezzo a tanti.
Lui era uno studente di ingegneria al quarto anno, lei la sposina perfetta.
Entrambi avevano 25 anni eppure erano così diversi, avevano fatto scelte diverse.

Una sera l'incontro in una chatroom, dove una trentina di persone discuteva sugli argomenti più disparati, dall'ultimo reality alla finanziaria, da versi improvvisati che nulla avevano da invidiare alle citazioni dei Baci Perugina al gravoso problema dei peli superflui... ma nessuno poteva fare obiezioni, era la stanza delle chiacchiere libere e tali erano.

L'attenzione di Horror_vacui fu attirata da un nick non molto frequente e impulsivamente le mandò in privato un semplice ciao, quasi convinto che lei non avrebbe mai risposto.
Lei era DeAnima. E rispose...
La comune passione per la filosofia li faceva incontrare spesso, quasi giornalmente.
E chiacchieravano per ore ed ore sul metodo, sull'essere, sulla felicità, su Dio.

Un giorno.......



Come la farfalla che va di fiore in fiore gironzolavo in rete andando da una chat all'altra, quando mi è venuta l'idea per l'inizio di un racconto, precisamente quel poco che avete appena letto.
E poi? Che finale dareste voi a questa mini-storia?

la vostra Lulù

Ps: Nulla di vero, i nick son venuti fuori dal libro di filosofia su cui sto studiando ultimamente.



07/09/2006

Il Mio Blog Compie 1 Anno!

Era il 7 settembre del 2005 e aveva come titolo "Tua per sempre Lulù - Il blog di una sognatrice", così iniziò la mia avventura su questa piattaforma.

Qui ho subito trovato degli amici con cui ho scambiato parole, poesie, consigli, emozioni, sensazioni, baci e abbracci, con cui ho condiviso i miei momenti felici e anche quelli tristi, persone dotate di una sensibilità rara capaci di leggere anche dentro il mio silenzio.
Senza contare poi tutti i miei angioletti custodi, da chi mi ha spiegato a come inserire le immagini a chi ha regalato una nuova grafica al mio blog, grazie mille! Siete troppo buoni ^__= 
  
Ed io vi voglio bene amici!

Adesso ripubblico il mio primo post, mi fa sorridere rileggerlo...
Il titolo è "Chiamatemi Lulù".

Salve a tutti!
Sono una 24enne, studentessa universitaria, con tanti sogni nel cassetto e tante passioni!
Una di queste è scrivere...
E quindi eccomi qua ad iniziare una sorta di diario on-line.
Cosa strana se si pensa a come ci si arrabbia tanto quando qualcuno legge i nostri pensieri piu' profondi senza chiederci il permesso, e adesso in una realtà virtuale fatta ad hoc per voyer eccoci qui, senza pudore, a mostare la nostra anima, la mia anima...
Ho l'impressione di iniziare un viaggio, come Dante nella Divina Commedia, ma mi chiedo: il mio ruolo qual è? Quello di Virgilio o di colui che si perse nella selva oscura?
Amici navigatori, per oggi è tutto!

Tua per sempre Lulù

03/09/2006

La mia notte stellata

Se fossi un pittore
dipingerei il quadro della nostra riconciliazione.



Ma può una notte stellata
cancellare il dubbio
con un sincero bacio d'amore?

Lulù

12/01/2006

La Donna: Anais

"Io ho l'amore degli egoisti perché mi inserisco nei progetti delle loro creazioni...
non pretendo che l'uomo rinunci al suo lavoro per me: entro nell'opera, la nutro, la sostengo... E loro fanno morire di fame la donna che è in me".
Anais Nin



Anais Nin è molto conosciuta come scrittrice di letteratura erotica, ma pochi sanno che fu soprattutto una grande esploratrice dell'animo umano e che per qualche tempo praticò anche la professione di psicoanalista, dopo aver fatto la modella, la danzatrice, la scrittrice, la conferenziera. Nata a Neully, nelle vicinanze di Parigi, il 21 Febbraio 1903, Anaïs Nin era figlia di Joaquin Nin, compositore e pianista cubano di origine catalana, e di Rosa Culmell, cantante, di origine franco-danese. La Nin passò la sua infanzia in varie parti d'Europa, fino a che suo padre, quando lei aveva 11 anni, decise di abbandonare la famiglia per seguire una donna più giovane. Rosa prese allora Anaïs ed i suoi due fratelli più piccoli, Thorvald di 9 anni e Joaquin di 6, e partirono tutti per New York.
Durante il lungo viaggio, Anaïs scoprì per la prima volta la passione per la scrittura. Scriveva infatti nel diario: "Voglio descriverti, papà caro, ciò che sto vedendo durante questo stupendo viaggio. Potrò così avere l'illusione che tu sia qui con me e che tu stia guardando le cose coi miei occhi". In realtà suo padre era definitivamente uscito dalla sua vita, salvo qualche fugace incontro successivo, che comunque non colmaò la sua ossessiva ricerca di una figura paterna, che si portò dietro per tutta la vita.
Anaïs, giunta in America, lavorò come modella, studiò danza spagnola e visse con sua madre ed i suoi fratelli fino al giorno delle nozze. Il fortunato sposo era Hugo Guiler. Le nozze furono celebrate nel 1923, quando Anaïs aveva venti anni. Con il marito la futura scrittrice rimase in America per 12 anni, prima di fare ritorno a Parigi. Fu un matrimonio pieno di infedeltà, perché Anaïs sentiva il bisogno di conquistare molti uomini, dopo aver perso l'uomo più importante della sua vita, suo padre. "Se mio padre se n'è andato ... se non mi amava, dev'essere perché non ero amabile...come cortigiana avevo già assaggiato il fallimento, dovevo trovare altri modi per interessare gli uomini".
Hugo era un bancario, ma aveva l'hobby della regia ed era, in questa attività, abbastanza apprezzato, anche se si firmava con uno pseudonimo.
Nel 1931 Anaïs pubblicò il suo primo libro:"D. H. Lawrence", che le conferì il riconoscimento pubblico come scrittrice. In quel periodo cominciò anche a scrivere la sua opera più importante, il diario. Anaïs scriveva sui treni, ai tavolini dei caffè, mentre aspettava per un appuntamento: come un talismano, portava  sempre il diario con sé, come per avere la sua vita sotto braccio. "Questo diario è il mio kief, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni."
A Parigi  Anaïs conobbee Henry Miller, un americano di quaranta anni che scriveva romanzi, ma che non aveva ancora raggiunto il successo. Così scrive la Nin di lui nel Diario: "Ho conosciuto Henry Miller. E' venuto a colazione con Richard Osborn, un avvocato che avevo dovuto consultare a proposito del contratto per il mio libro su D. H. Lawrence. Mi è piaciuto subito, non appena l'ho visto scendere dalla macchina e mi è venuto incontro sulla porta dove lo stavo aspettando. La sua scrittura è ardita, virile, animale, magnifica. E' un uomo la cui vita inebria, pensai. E' come me. Era caldo, allegro, disteso, naturale. Sarebbe passato inosservato in una folla. Era snello, magro, non molto alto. Ha occhi azzurri, freddi e attenti, ma la sua bocca rivela emotiva vulnerabilità".
Con Miller la Nin intrecciò una relazione carnale ed intellettuale che sfociò in un triangolo amoroso quando giunse a Parigi la moglie di Miller, June. La Nin scrisse di lei : "era la donna più bella che avessi mai visto". Di questa storia si parla nel primo diario, quello fra il 1931 ed il 1934, anche se in un primo momento sono state tolte tutte le vicende più scabrose. Il suo secondo diario, che va dal 1934 al 1939, si apre invece con l'arrivo dell'autrice nella Grande Mela, dove Otto Rank l'aveva chiamata per aiutarlo nel suo lavoro di psicoanalista. La Nin, a Parigi, si era infatti sottoposta ad una analisi con Otto Rank, uno fra i primi discepoli di Freud, con il quale aveva poi intrapreso una relazione. La carriera di psicoanalista fu brevissima, perché Anaïs sentiva di confondersi troppo con le sofferenze dei pazienti e questo non le piaceva.
Tornò in Francia, ma poco dopo scoppiò la seconda guerra mondiale ed Anaïs Nin fu costretta a ripartire per New York, questa volta non per amore dei viaggi e  dell'avventura, ma in fuga, con immenso senso di smarrimento. Gli anni Quaranta a New York non furono inizialmente facili per la scrittrice e di essi possiamo sapere leggendo il suo terzo diario, che si conclude nel 1944, quando la Nin pubblicò Sotto una campana di vetro. Era ormai una scrittrice nota ed ammirata negli Stati Uniti. In quegli anni le capitò un fatto piuttosto strano: un collezionista di libri aveva offerto ad Henry Miller cento dollari al mese per scrivere racconti erotici. Miller  aveva accettato per bisogno di denaro e, allegramente, inventava storie piccanti sulle quali rideva insieme ad Anaïs. Dopo un po' però ne ebbe abbastanza, per cui propose all'amica di scrivere anche lei qualcosa. Anaïs cominciò, ma il collezionista le fece sapere: "Va bene. Ma lasci perdere la poesia e le descrizioni di tutto quello che non è sesso. Si concentri sul sesso."Così - racconta la scrittrice - incominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata, che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità. Ma non ci fu nessuna protesta. Passavo i giorni in biblioteca a studiare il Kama Sutra, ascoltavo le avventure più spinte degli amici."Meno poesia," diceva la voce al telefono. "Sia specifica". Anaïs si rivolgeva agli amici per trovare spunti, ma più erano condannati ad insistere solo sulla sensualità, più creavano poesia. Racconta la Nin a questo proposito che scrivere pornografia era diventata una strada verso la santità invece che verso la dissolutezza. Gli amici Harvey Breit, Robert Duncan, George Barker, Caresse Crosby, si sedevano in cerchio, cercando di immaginare storie per questo vecchio, e detestandolo, perché impediva loro di operare una fusione tra sessualità e sentimento, sensualità ed emozione. 
Un giorno Anaïs scrisse al collezionista:  "Caro collezionista, noi la odiamo. II sesso perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un'ossessione meccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di chiunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all'emozione, all'appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l'intensità."Lei non sa cosa si perde con il suo esame al microscopio dell'attività sessuale, con l'esclusione degli aspetti che sono il carburante che la infiamma. Componenti intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive. Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni. Lo sta facendo appassire, morir di fame, ne sta prosciugando il sangue."Se lei nutrisse la sua vita sessuale con tutte le emozioni e le avventure che l'amore inietta nella sessualità, sarebbe l'uomo più potente del mondo. La fonte del potere sessuale è la curiosità, la passione. Lei sta lì a guardare questa fiammella morire d'asfissia. Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d'animo, non ci sono sorprese a letto. Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino."Quanto perde con questo periscopio sulla punta del pisello, quando invece potrebbe godersi un harem di meraviglie tutte diverse e mai ripetute! Non due peli uguali. Ma lei non ci permetterà di sprecar parole sui peli; neanche due odori, ma se ci dilunghiamo su questo argomento, lei si mette a gridare: Lasciate perdere la poesia. Neanche due pelli con lo stesso incarnato, e mai la stessa luce, la stessa temperatura, le stesse ombre, mai gli stessi gesti; perché un amante, quando è infiammato d'amore vero, può esprimere i toni più sottili di secoli di arte amatoria. Quante sfumature, quanti cambiamenti d'età, variazioni di maturità e innocenza, perversità e arte..."Siamo rimasti seduti per ore a chiederci che aspetto lei abbia. Se ha reso i sensi indifferenti alla seta, alla luce, al colore, all'odore, al carattere, al temperamento, a questo punto dev'essere completamente avvizzito. Ci sono tanti sensi minori, che si buttano come tanti affluenti nel fiume del sesso, arricchendolo. Solo il battito unito del sesso e del cuore può creare l'estasi."
In questo periodo la Nin viveva fra New York e Los Angeles, un po' con il marito, un po' con Rupert, un nuovo amico, molto più giovane di lei.   Intanto la scrittrice continuava a scrivere pagine sui diari e nel quarto, che va dal 1944 al 1947 parla di personaggi come Dalì, Gore Vidal, Martha Graham e Andé Breton, ma anche dell'ottusità, del grigiore delle persone che incontrava, .che non sapevano cosa fosse la gioia, la serenità, la musica, che erano fatte d'acciaio e cemento o ridotte a cavallo da soma.
Tra il 1947 ed il 1955 la Nin visse tra New York ed il Messico e sperimentò anche l'LSD, che però non la entusiasmò; questo è il periodo descritto nel quinto diario. L'ultimo diario, il sesto, dura fino al 1966, quando avvenne la prima pubblicazione di questa dettagliatissima storia di vita e fu un grande successo editoriale per la Nin (che aveva allora 63 anni!)
Per rispettare la privacy delle tante persone citate però, ciò che fu pubblicato era solo una minima parte dell'opera completa dei diari, che consta in realtà di 150 volumi, 35.000 pagine, custoditi attualmente allo Special Collections Department della UCLA (e curate dall'Anais Nin Trust).
I diari sono ricchi di dialoghi, osservazioni, interventi critici e commenti, sulle persone, la politica, la letteratura, i viaggi, oltre che sulle sue vicende personali. Il mondo attraverso gli scritti di Anaïs è un mondo ricco di fascino e di meraviglia: anche le piccole cose, le persone più insignificanti vengono descritte con amore e profondità, ma soprattutto con curiosità.
Una vita  intensa e profondamente vissuta, quella della Nin, che a questo proposito diceva: "La vita ordinaria non mi interessa. Cerco solo i grandi momenti... Voglio essere una scrittrice che ricorda agli altri che questi momenti esistono"
Nel 1973 la Nin ricevette una laurea ad honorem dal Philadelphia College of Art; nel 1974 fu eletta al National Institute of Arts and Letters.
Il 14 gennaio 1977, Anaïs Nin moriva di cancro a Los Angeles, assistita da Rupert Pole. Postumo uscì la raccolta di racconti erotici Il Delta di Venere.
(Dal sito http://www.psicolinea.it/inde x.htm)



Da qualche mese ho iniziato a leggere "Il delta di venere" e ancora non l'ho finito, leggo un racconto per volta e poi ritorno al libro dopo diverso tempo, come se ognuno di questi racconti avesse bisogno di essere rielaborato o dimenticato a volte, ancora non lo so bene. Ma questa donna mi affascina, la sua vita, i suoi amori, i suoi scritti sono come i tasselli di un mosaico che formano parole come sensualità, femminilità, istinto... prive di quella superficialità e apparenza di cui oggi si fanno carico.
Tra due giorni ricorre il giorno della sua morte, con questo post le rendo omaggio, riportando questa frase del racconto Matilde, "Così era Venere, nata dal mare, con dentro questo piccolo chicco di miele salato, che solo le carezze potevano far uscire dai recessi nascosti del suo corpo..." (Anais Nin)

tua per sempre Lulù

16/12/2005

=^____^=

Sono contentissima!!! Oggi ho fatto l'esame di filosofia dell'educazione, è andato benissimo, 30! Sono contenta perchè la materia l'ho preparata in pochissimi giorni ma sotto stress studio meglio anche se Max dice che ho un "gran sedere", una gran parlantina e che mi potrei dare alla politica. Una materia piacevole, incentrata sul gusto, la bellezza, l'esteticità dai tempi di Castiglione e del suo cortigiano al movimento "Bauhaus", dal galateo per gli aristocratici di Gracian a Schiller, dalla nostalgia per il medioevo di Ruskin alla rivoluzione industriale... Un bell'excursus insomma. A scelta avevamo un libro da leggere ed io ho optato per "Le due culture" di Charles P.Snow, un saggio nella sua semplicità stimolante. Le due culture sono gli scienziati da una parte e gli intelluttuali dall'altra, in mezzo la loro incomunicabilità e la povertà dei Paesi sottosviluppati.
Riporto il seguento passo:
"La morte è un fatto: la propria morte, la morte di chi amiamo. Per molte delle cose che ci fanno soffrire non v'è alcun rimedio: si lotta senza posa contro di esse, ma resta sempre qualcosa in esse contro cui ogni rimedio è impotente. Questi sono fatti: e continueranno ad essere fatti, fintanto che l'uomo sarà uomo. Ciò fa parte della condizione individuale: chiamatela tragica, comica, assurda, oppure consideratela con una scrollata di spalla, come fanno i migliori e i più coraggiosi."
Adesso vado a scaraventarmi sul divano per rilassarmi un pochetto.
Cari amici e amiche bloggers vi auguro una dolcissima notte!

tua per sempre Lulù

07/12/2005

Stasi

Sono ferma
in piedi
sul portone
....
della mia vita

Entro?

Lulù

03/12/2005

Una serata da 1° premio

Ieri sera, come vi avevo già detto nell'altro post, sono andata alla premiazione del concorso di poesia, ad accompagnarmi il mio amore, che mi ha fatto sentire una bambina alla sua prima recita scolastica, visto che si è portato dietro la videocamera.
Un'ora di macchina per percorrere meno di 10 km, la causa un nuovo centro commerciale che ha aperto da poco un'ala del grande progetto, il più grande di tutta la Sicilia. Purtroppo. E chi è dalle mie parti sa perchè dico purtroppo (raccomandazioni per ottenere un posto di lavoro, licenze ottenute chissà come, poco e niente a norma di legge, troppi soldi in ballo...)
Comunque dopo tante difficoltà pratiche e qualche informazione perchè non conoscevamo la via, siamo giunti a destinazione. La sala era già piena e nessun posto a sedere. E' cominciato quasi subito e per fortuna questa volta c'era una lettrice per le poesie e così i vincitori dovevano salire sul palco solo per ritirare il premio.
Io ero convinta di aver partecipato nelle sezione adulti e non avendomi chiamata ho pensato ad uno sbaglio, che mi avessero telefonata per uno scambio di persona.
Passati alla sezione giovani, detti il 4°, il 3° e il 2° posto ho detto al mio ragazzo che se voleva potevamo andarcene, visto che era tardi e sicuramente al ritorno ci sarebbe stata più confusione dell'andata, ma non sono riuscita nemmeno a completare la frase che sento pronunciare il mio nome e recitata la mia poesia. Primo premio? Io? 
Applauso - imbarazzo - percorro il corridoio centrale e salgo sul palco - ho paura di inciampare - la presidentessa mia bacia e mi consegna il premio - Max sta riprendendo la scena - i giurati mi stringono la mano - ritorno al mio posto a testa bassa - troppe persone in quella piccola sala e guardano me...
Una signora tra i giurati che si sono complementati mi ha detto "sii più ottimista", forse si ricordava della poesia con cui avevo vinto qualche anno fa.
Dimenticavo la poesia ad essere stata scelta tra le due è "Io bambina e fango" ed è stata premiata con questa motivazione "La lirica declina attraverso un convincente procedere anaforico, le tappe di una difficile infanzia, segnata sa sofferenze imposte e ferite dell'anima, che sfociano in una maturità altrettanto atroce e negata alla speranza".
Sono contenta anche perchè dopo ho passato una serata coccolosa col mio amore, è lui il mio premio.
Adesso vado a pranzare, passerò più tardi dai miei amici bloggers ad augurarvi un buon week-end.

tua per sempre Lulù
 

27/11/2005

Mad World

"Giriam giriamo intorno al sole,
intorno alla Terra la luna s'avvita,
non muoriamo di morte noi,
di capogiro perdiamo la vita"
J.O'Barr


"Mad World"
All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow

And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying
Are the best I've ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It's a very, very mad world mad world

Children waiting for the day they feel good
Happy Birthday, Happy Birthday
Made to feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what's my lesson
Look right through me, look right through me

And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying
Are the best I've ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It's a very, very mad world ... world
Enlarge your world
Mad world




Pazzo mondo

Tutto intorno a me ci sono facce familiari
Posti logori, facce stremate
Felice e mattiniero per la corsa del giorno
Andando da nessuna parte, Andando da nessuna parte
Le loro lacrime stanno riempiendo i loro occhiali
Nessuna espressione, Nessuna espressione
Nascondi la mia testa cerco di annegare il dolore
Non domani, non domani

E lo trovo abbastanza divertente
lo trovo abbastanza triste
I sogni in cui sto morendo
Sono i più belli che abbia mai fatto
E trovo difficile dirtelo
E trovo difficile sopportare
Quando le persone girano in tondo
E' un vero, vero pazzo mondo pazzo mondo

I bambini aspettano il giorno in cui si sentiranno bene
Buon Compleanno, buon compleanno
Fate sentire la strada che ogni bambino deve
Siedi e ascolta, siedi e ascolta
Andai a scuola ed ero molto nervoso
Nessuno mi conosceva, nessuno mi conosceva
Salve professore ditemi la mia lezione
Guarda dritto dentro me, Guarda dritto dentro me

E lo trovo abbastanza divertente
lo trovo abbastanza triste
I sogni nei quali sto morendo
Sono i più belli che abbia mai fatto
E trovo difficile dirtelo
E trovo difficile sopportare
Quando le persone girano in tondo
E' un vero, vero pazzo mondo... mondo
Espandi il tuo mondo
Pazzo mondo

(Gary Jules & Micheal Andrews, dalla colonna sonora di "Donnie Darko")

************

...Col viso bagnato
di lacrime vecchie e nuove
non mi addormento
mi dileguo
in un mondo
dove altri come me
muoiono
per poi vivere
di soli sogni.

tua per sempre Lulù 

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